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CLARA MOSCHINI

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Commodity. Rincari record per la farina di soia

Aretè, Europa in controtendenza Usa. Anche olio di cocco in ripresa

Il mercato della farina di soia continua a registrare forti tensioni in Europa, con rincari particolarmente marcati in Italia, in controtendenza rispetto ai più recenti segnali di indebolimento delle quotazioni statunitensi. Secondo le elaborazioni di Areté, a ottobre i prezzi della farina di soia proteica (44%) a Bologna hanno raggiunto i 500 €/t, con un aumento del 27% rispetto alla media di luglio. 
Nello stesso periodo, le quotazioni del prodotto ad alto contenuto proteico a Rotterdam sono cresciute del 18% in dollari, mentre i futures alla Borsa di Chicago, pur mantenendosi sopra i livelli estivi, hanno recentemente ripiegato dai massimi raggiunti nelle settimane precedenti. 

A sostenere il mercato europeo concorrono diversi fattori. Innanzitutto, il rafforzamento del dollaro rispetto all'euro, che amplifica il costo delle importazioni, a cui si aggiungono i maggiori costi logistici e le tensioni sui prezzi all'origine, soprattutto in Sud America. 

Un ulteriore elemento di incertezza è rappresentato dall'imminente applicazione del regolamento europeo sulla deforestazione (EUDR), prevista dal 30 dicembre 2026 per i principali operatori, che potrebbe comportare maggiori costi di approvvigionamento e difficoltà nella gestione dei flussi commerciali. Le tensioni emergono nonostante un afflusso di merce sostenuto verso il mercato europeo: al 25 ottobre, le importazioni UE di farina di soia risultavano superiori dell'8% rispetto allo stesso periodo della precedente campagna e del 6% rispetto alla media triennale. Il divario tra mercato europeo e statunitense potrebbe persistere nel breve termine, con i prezzi UE particolarmente sensibili all'evoluzione del cambio, della logistica e delle condizioni di approvvigionamento in vista dell'EUDR. 

Dopo la forte correzione rispetto ai picchi del 2025, il mercato dell’olio di cocco torna a mostrare segnali di ripresa. A ottobre le quotazioni europee sono risultate in aumento del 4,6% rispetto ad agosto, pur rimanendo inferiori di quasi il 30% rispetto a luglio 2025. Un recupero analogo si osserva sul mercato domestico filippino (+5,4%), mentre le quotazioni della copra, materia prima per la produzione di olio, rimangono sostanzialmente stabili. Il rimbalzo evidenzia la persistente sensibilità del mercato ai rischi sull’offerta, nonostante il recupero produttivo dell’ultimo anno. 

Come sottolineano gli analisti di Areté, il mercato attraversa una fase delicata: al miglioramento delle disponibilità nel breve periodo si contrappongono crescenti rischi di nuove tensioni nel 2027. A preoccupare è soprattutto l’evoluzione delle condizioni climatiche nelle Filippine, principale esportatore mondiale. I deficit di precipitazioni registrati nel 2026 in alcune importanti aree produttive potrebbero infatti compromettere l’offerta dalla seconda metà del 2027, considerando che gli effetti dello stress idrico sulle palme da cocco possono manifestarsi con un ritardo di 12-13 mesi. L'eventuale persistenza di El Niño fino alla fine dell'inverno aumenterebbe ulteriormente i rischi per la produzione. 

Nel breve periodo, il recupero produttivo e la riduzione dei noli marittimi sulle rotte Asia-Europa potrebbero contribuire a contenere le pressioni sui prezzi. Tuttavia, le incognite climatiche per il 2027, le possibili tensioni sul mercato dell’olio di palmisto e l’ipotesi di un ulteriore aumento dell’impiego di olio di cocco per biodiesel nelle Filippine, attualmente oggetto di discussione, potrebbero tornare a restringere le disponibilità esportabili. Uno scenario che, secondo Areté, potrebbe alimentare nuove pressioni rialziste e mantenere elevata la volatilità del mercato nei prossimi mesi. 

red - 63931

EFA News - European Food Agency
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