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CLARA MOSCHINI

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Addio a Nadia Santini, la chef dei record

Scompare a 72 anni la prima donna italiana insignita delle tre stelle Michelin

L’alta cucina italiana è in lutto. Dopo una lunga malattia, all’età di 72 anni, è scomparsa Nadia Santini, chef del ristorante Dal Pescatore di Runate, a Canneto sull'Oglio, in provincia di Mantova. Nadia Santini vanta un record: nel 1996 è stata la prima donna chef italiana a conquistare il massimo riconoscimento della Guida Michelin, ovvero le tre stelle. Più di recente, nel 2013, era stata eletta migliore chef donna al mondo con il premio Veuve Clicquot World's Best Female Chef.

A dare l’annuncio della sua dipartita è stata la famiglia sulla pagina Instagram del ristorante. “Nadia, circondata dai suoi più cari affetti, si è addormentata nella pace ed è salita in cielo”, si legge sul social. “Ha tracciato un solco profondo nelle nostre vite volto alla Sensibilità, all'Empatia e all'Amore. Le siamo grati per averci educato al rigore morale, all'etica del lavoro e alla semplicità. Grazie Nadia, Grazie Mamma”.

Nadia Cavaliere (questo il suo cognome da nubile) era nata a San Pietro Musolino (VI), il 19 luglio 1954. Lascia il marito Antonio, co-titolare del ristorante Dal Pescatore, che ne proseguirà l’attività, e i figli Giovanni, 50 anni, (attuale chef del ristorante) e Alberto, 43 anni (attualmente in sala). La sua grande passione per la cucina nacque proprio a ridosso del suo matrimonio con Antonio Santini, i cui genitori, negli anni ’70, era proprietari di una trattoria in campagna, nei pressi del Lago di Garda.

Appresi i trucchi del mestiere dalla suocera Bruna, da allora Nadia Santini non si è più fermata. Assieme al marito si è impegnata per dare vita a una cucina profondamente radicata nelle tradizioni italiane ma di richiamo internazionale. Un suo grande cavallo di battaglia erano i tortellini alla zucca. “Viene da noi chi vuole trovare il romanticismo, chi cerca l’avanguardia o l’illuminismo va altrove. E va bene così: io nella cucina ritrovo tutte le correnti letterarie”, confidò anni fa la chef in un’intervista.

Il carisma di Nadia Santini non era soltanto nella sua arte culinaria ma nel feeling sorprendente che sapeva instaurare con i clienti. “Tempo fa la moglie di un nostro cliente aveva la febbre. L'ho portata in cucina e le ho fatto un brodo caldo: è tornata tutti gli anni”, raccontò un giorno. Il suo sogno realizzato, in fondo, era questo: “Trovare sempre il modo di innescare quel click che trasforma la cucina in un linguaggio d’amore universale”. 

Alla prima stella Michelin, conquistata nel 1982, seguì la seconda nel 1988, per arrivare alla terza, realizzata nel 1996 e da allora sempre mantenuta, conseguendo così il secondo record: la stella Michelin più longeva d’Italia.

Un messaggio di cordoglio è stato diffuso dalla Fipe-Confcommercio, che la ricorda con queste parole: “Nel corso della sua straordinaria carriera, Nadia Santini ha rappresentato un modello insuperabile di eleganza, rigore e passione, sapendo coniugare l'eccellenza dell'alta cucina con i valori più autentici dell'accoglienza e della tradizione culinaria del nostro Paese. La sua visione e la sua dedizione restano una guida e una fonte di ispirazione per l'intero settore della ristorazione italiana”.

red - 63955

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