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CLARA MOSCHINI

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Un “Manifesto” per la zootecnica del XXI secolo

Saggio del porf. Giuseppe Pulina: perché non possiamo fare a meno dell’allevamento

Un saggio che si prefigge di diventare un vero e proprio manifesto. In un’epoca in cui l’allevamento a uso alimentare in tutte le sue declinazioni (bovino, ovino, suino, avicolo) si presta a polarizzazioni ed estremizzazioni ideologiche, l’ultimo libro di Giuseppe Pulina spariglia le carte in tavola. “Dieci brevi lezioni di zootecnica del XXI secolo” (Franco Angeli, 2026, pp. 280) offre una sintesi del lavoro accademico portato avanti negli ultimi anni dall’autore, professore ordinario di Scienze Animali all’Università di Sassari e presidente di Carni Sostenibili.

Il volume è stato presentato oggi a Romaalla presenza di alcuni esperti, tra cui: Pietro Paganini, presidente di Competere alla Temple University, Andrea Rosati, segretario generale della Federazione Europea di Scienze Ambientali, Gianni Bataccone, docente di Zootecnia Speciale presso il Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari, Anna Nudda e Nicola Macciotta, docenti all'Università di Sassari e allievi del prof. Pulina. A moderare il dibattito è stato Andrea Bertaglio, giornalista ambientale.  

La zootecnica continua a risultare una disciplina poco conosciuta al di fuori degli addetti ai lavori ed è anche per questo che, probabilmente, si presta a equivoci, polemiche e disinformazione. Il libro di Pulina si presta fortemente a correggere il tiro. “Le scienze animali del XXI secolo non possono più essere guidate da una semplice logica produttivistica, né da letture ideologiche”, spiega il docente. “La zootecnica conserva una funzione culturale enorme: mantenere vivo il rapporto concreto con il vivente, ricordando a una società sempre più dematerializzata che il cibo, il corpo e la nostra stessa sopravvivenza dipendono da cicli biologici materiali e complessi che non possono essere virtualizzati e sostituiti.

Il “Manifesto” del professor Pulina ha quindi il merito di uscire dal riduzionismo, offrendo, al contrario un approccio multidisciplinare, che mette insieme fisiologia e matematica, filosofia e informatica, etica e informatica, oltre, naturalmente, all’economia. Il testo propone di rimettere al centro la razionalità scientifica e la trasparenza dei dati, contrastando la disinformazione, attraverso quattro pilastri fondamentali: la zootecnia sistemica, che considera l’animale un nodo biologico complesso e non una macchina produttiva; la sostenibilità digitale, che usa l’intelligenza artificiale per supportare l’allevatore senza sostituire l’approccio umano; il contrasto alla disinformazione, basato su dati reali e verificabili; il benessere globale (One Welfare), che unisce la salute animale, umana e ambientale in un’unica visione interconnessa.

La zootecnia contemporanea deve, in definitiva, produrre una conoscenza critica sul rapporto tra uomo e vivente, contribuendo a mantenere intellegibile ciò che le società tecnologiche tendono progressivamente a rimuovere, ovvero la dipendenza biologica dell’uomo dagli ecosistemi, dalla materia vivente e dagli animali con cui ha condiviso la propria storia evolutiva e culturale.

Da questa base di partenza, Pulina trae un saggio che armonizza la visione della zootecnica, in tutti i suoi risvolti di “scienza quantitativa” e di “scienza della responsabilità”. Una disciplina che implica un “patto tra uomini e animali”, con ricadute significative sulla nutrizione umana e animale e sulla sostenibilità ambientale che, evidentemente, dall’allevamento non possono prescindere.

red - 63977

EFA News - European Food Agency
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