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CLARA MOSCHINI

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Filiere tabacco: imprese e associazioni lanciano un appello a von der Leyen

Revisione direttive su prodotti e pubblicità comprometterebbero competitività e livelli occupazionali

Gran parte dei produttori europei di tabacco esigono un cambio di passo sulla normativa UE su tabacco e nicotina. L’appello di 201 imprese e associazioni al presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen solleva in particolare preoccupazioni per l’occupazione, gli investimenti e il gettito fiscale in tutto il vecchio continente.

Al centro delle contestazioni, c’è l’indirizzo assunto dalla Commissione nell’ambito della revisione della Direttiva sui prodotti del tabacco (Tpd) e della Direttiva sulla pubblicità dei prodotti del tabacco (Tad).

Le imprese e le associazioni rivendicano in particolare il fatto che la tutela della salute pubblica e il rafforzamento della competitività europea non andrebbero considerati obiettivi contrapposti. Gli impatti economici, dunque, secondo questa visione, andrebbero valutati da Bruxelles in modo da non compromettere gli impegni assunti dalla Commissione in tema di competitività e migliore regolamentazione.

L’iniziativa prende forma dopo un secondo parere negativo espresso dal Comitato per il controllo normativo (Regulatory Scrutiny Board) della Commissione su questo dossier. Al centro della contestazione, si trova l’inadeguatezza del processo di consultazione e la natura affrettata della valutazione d’impatto alla base dell’analisi della DG Sante.

Per una filiera europea del tabacco che sostiene oltre 1,5 milioni di posti di lavoro e che ogni anno genera oltre 107 miliardi di euro di gettito fiscale, contribuendo per 195 miliardi di euro al Pil dell’UE, la perplessità riguarda l’impatto che l’incertezza normativa e le restrizioni potrebbe avere in futuro sugli investimenti e sui livelli occupazionali.

L’appello rivolto a von der Leyen dagli operatori europei della filiera del tabacco è quindi all’applicazione corretta della normativa esistente e alla lotta al contrabbando di sigarette che, secondo la Corte dei Conti europea, costa agli Stati membri una perdita di gettito pari a 13 miliardi di euro l’anno.

“Ogni giorno, gli operatori commerciali che operano nella legalità rispettano le norme, verificano l’età dei clienti e versano le imposte dovute. Eppure, sempre più spesso, si trovano a competere con operatori criminali che non fanno nulla di tutto questo”, dichiara Manfredi Maria Marchese, European Affairs Advisor della Confederazione Europea dei Tabaccai (Cedt). "Ogni giorno, gli operatori commerciali che operano nella legalità rispettano le norme, verificano l’età dei clienti e versano le imposte dovute. Eppure, sempre più spesso, si trovano a competere con operatori criminali che non fanno nulla di tutto questo”.

I firmatari dell’appello si dichiarano quindi disponibili a un confronto costruttivo con la Commissione, per definire un quadro normativo realistico, in grado di conciliare la salute pubblica da un lato e gli investimenti e la competitività dall’altro.

red - 63991

EFA News - European Food Agency
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