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Sequestrate le Pringles al Prosecco: non avrebbero avuto l'autorizzazione

Ma secondo l'azienda il prodotto, in edizione limitata, era "in linea con linee guida Doc e regolamenti europei"

"I furti d' identità non possono essere consentiti": così il ministro Teresa Bellanova ha commentato il  sequestro amministrativo avvenuto per "utilizzo di nomi di vini Dop, senza autorizzazione del Consorzio", di centinaia di confezioni di snack di "patatine al Prosecco" a marchio Pringles, uno dei principali brand della multinazionale americana Kellogg, in vendita in una catena di supermercati veneta che a sua volta aveva acquistato il prodotto da una Società Olandese. Sembra che le patatine utilizzassero senza autorizzazione il nome Prosecco e, peraltro, recavano negli ingredienti  una non meglio precisata "polvere di prosecco".

Ma l'azienda ha precisato che "la variante Prosecco e Pink Peppercorn è stata prodotta nel 2018 come limited edition per il periodo delle festività natalizie. Abbiamo utilizzato Prosecco Doc come ingrediente nell’aroma e l’utilizzo del nome del prodotto sulla confezione è stato pensato in linea con le linee guida Doc (Denominazione di Origine Controllata) e i regolamenti europei".

Alla base di tutto ci sarebbe, pertanto, una querelle tra le regole delle denominazioni Dop e Doc. In ogni caso l'azienda ha precisato di non aver "in programma di produrre questa variante in futuro". 

Insomma, praticamente una tempesta in un bicchiere di prosecco...

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