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De Castro a Kyriakides: "etichetta d'origine su tutti i prodotti Ue"

Con Farm to Fork puntare a innovazione e biotecnologie sostenibili

"La strategia Farm to Fork, declinazione del Green Deal europeo nel settore agroalimentare, sarà la prima fonte di impegno per la commissione Agricoltura del Parlamento europeo nei mesi a venire. È essenziale che, nella sua proposta, l'Esecutivo Ue punti all'innovazione e alla  biotecnologia sostenibile, per curare le piante con la genetica e non solo con la chimica". Lo ha detto oggi  Paolo De Castro, coordinatore S&D della  Commissione Agricoltura, rivolgendosi al commissario alla Salute e alla sicurezza alimentare, Stella Kyriakides, nel dibattito sulla futura strategia Farm to Fork, che verrà pubblicata il prossimo 20 maggio dall'Esecutivo Ue.

"Da una donna di scienza come lei - ha sottolineato l'eurodeputato- ci aspettiamo un approccio molto concreto nella 'rivoluzione verde', che non pregiudichi il potenziale produttivo europeo, ma offra alternative produttive ai nostri agricoltori. Una valutazione interna alla Commissione Ue parla addirittura di un taglio del 15% della produttività in caso di applicazione totale delle strategia Farm to Fork e Biodiversita: questo - prosegue De Castro - non possiamo accettarlo, al contrario vogliamo che il Green Deal si concretizzi in opportunità per i nostri produttori, senza i quali la mitigazione dei cambiamenti climatici diventa irrealizzabile".

"Sul campo - ha proseguito - nessuno vuole utilizzare più fitofarmaci o fertilizzanti, ma non possiamo permetterci di lasciare le nostri produzioni in balia delle fitopatie. La risposta è già a portata di mano: scienza e  biotecnologia sostenibile hanno elaborato tecniche di evoluzione assistita per le piante, rendendole capaci di produrre di più con meno risorse. Ci attendiamo quindi di superare l'impasse che si è creato con la sentenza della Corte di giustizia europea del 2018, che rischia di equiparare - dal punto di vista normativo - le piante ottenute in modo sostenibile dall'incrocio della stessa specie, agli Organismi geneticamente modificati (Ogm) che l'85% degli italiani non vuole".

"La strategia Farm to Fork deve porre le basi per un rapporto fiduciario tra produttori e consumatori, basato sulla trasparenza - ha concluso -. Trasparenza in merito all’origine dei prodotti consumati, e in merito ai loro valori nutrizionali: i nostri consumatori hanno bisogno di informazioni complete e scientificamente certe in merito al prodotto che stanno comprando, non di sistemi di etichettatura come il Nutriscore, che mirano solamente a condizionare le scelte di acquisto".

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