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CLARA MOSCHINI

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Industria, meno male che c'è l'alimentare

Federalimentare commenta i dati Istat sulla crescita della produzione a marzo (+2,7%)

"L'industria alimentare si conferma tra i leader della produzione in Italia, ribadendo ancora una volta le doti anticiliche del settore". Commenta così Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare, i dati Istat sulla produzione di marzo che segnano per l'industria alimentare un +2,7% sul marzo 2018, il tasso migliore tra i 13 macro comparti censiti dall'Istat (con l'eccezione delle apparecchiature elettriche che fanno +3,3%) e in controtendenza con l'andamento generale dell'industria che registra, sullo stesso periodo dell'anno precedente, un -1,4%. Una controtendenza evidenziata anche dai numeri del trimestre gennaio-marzo 2019 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno con un +1,3% della produzione alimentare contro un -0,5% del totale industria.

"Sono numeri che dimostrano come il nostro comparto continui a smarcarsi da un trend generale che mostra delle difficoltà, anche se sappiamo bene che questi dati sono frutto di un export alimentare che continua a essere il fattore trainante del settore, a fronte di consumi interni stagnanti (su cui incombe anche la minaccia dell'aumento dell'Iva)". 

A confermarlo, le vendite del settore alimentare deludenti rispetto al trend di produzione: su gennaio-marzo le vendite alimentari destagionalizzate e complessive scendono infatti dell'1,6% in valore e del 2,6% in volume sul 1° trimestre 2018, con una frenata della grande distribuzione e dei discount alimentari. 

"Questo dimostra che, nonostante alcuni segnali positivi, occorre prudenza - conclude Vacondio - tanto più che il +0,2% del Pil trimestrale pare essere un rimbalzo tecnico e non un vero e proprio segnale di ripresa".

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