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CLARA MOSCHINI

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Assalzoo/3: più sicurezza alimentare nei mangimi

All'assemblea dei produttori sono intervenuti anche Silvio Borrello (Minisalute), e l'on. Gallinella, pres. Comagri Montecitorio

L'aumento della produzione di mangimi è “un incremento che conferma gli alti livelli raggiunti dai mangimi in termini di efficienza e sicurezza – ha detto  Giulio Gavino Usai, responsabile economico Assalzoo intervenendo oggi all'assemblea dell'associazione dei produttori. "Soprattutto in un momento in cui sono frequenti problemi sanitari, come quelli che derivano dalla presenza di micotossine, riscontrati in molte partite di materie prime (mais in particolare) che comportano notevoli difficoltà di gestione per quegli allevatori che ne fanno uso per l’autoproduzione di mangimi direttamente in allevamento. Un problema che viene superato dall’industria in grado di assolvere un importante ruolo di filtro nella selezione e controllo delle materie prime impiegate nel ciclo di produzione. A questo aspetto va sommata anche la progressiva riduzione della produzione nazionale di materie prime vegetali, soprattutto di mais, crollato del 50% negli ultimi 10 anni, che rappresenta una materia prima fondamentale nell’alimentazione di bovini e suini, e che viene coltivato meno anche per l’autoconsumo aziendale”.

Il tema sicurezza è stato accennato anche negli interventi di Silvio Borrello, Direttore Ministero Salute, e dell'On. Filippo Gallinella, presidente commissione agricoltura della Camera dei Deputati. Quest'ultimo ha sottolineato anche l'importanza del ruolo dell'industria per l'innovazione e la ricerca nel campo delle biotecnologie.

Dall’assemblea è emerso che nel 2018 la produzione di mangimi ha visto un aumento del’1,7%. Tengono gli alimenti per volatili. Crescono di oltre centomila tonnellate i mangimi per l’alimentazione dei suini. Ancor più marcato, fino al 4,6%, il progresso produttivo del settore bovino. Da segnalare inoltre la continua espansione dell’alimentazione per pesci e ovini, entrambe le categorie sopra il 5%. 

“Sono numeri confortanti che testimoniano – ha commentato Usai – la capacità di crescita della mangimistica. Particolarmente rilevanti sono i riscontri con segno più per due settori decisivi della zootecnia italiana: quello bovino e quello suino che insieme rappresentano circa il 50% della produzione nazionale totale di alimenti industriali per animali. Un segnale importante per l’intero settore mangimistico. Molto buono anche il risultato di comparti minori, ma importanti, come quello degli alimenti per i pesci, in costante aumento da diversi anni a conferma del continuo sviluppo dell’acquacoltura, e quello per ovini”.

Il dettaglio dei numeri confermano al primo posto i mangimi per l’avicoltura, polli, tacchini, galline ovaiole e altri, con un’incidenza complessiva di questo comparto di oltre il 40% sul totale dei mangimi prodotti. La produzione risulta in leggerissima flessione tecnica passando da 5.915 tonnellate a 5.870 (variazione del -0,8%).

Il 25,8% della produzione totale è invece destinata alla suinicoltura, che ha segnato un aumento del 3,5% in più (da 3.605 a 3.731 tonnellate).

Una crescita più marcata ha interessato invece il comparto bovino con il + 4,6% (da 3.250 a 3.399 tonnellate); un comparto in ripresa dopo anni di difficoltà, e che lo porta a raggiungere il 23,5% sul totale. La restante produzione mangimistica è divisa tra alimenti per conigli (un comparto in forte crisi da diversi anni), ovini, equini e pesci da acquacoltura (che insieme fanno il 6,8% del totale), e da pet-food (che rappresenta il 3,3% sulla produzione complessiva di mangimi).

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