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CLARA MOSCHINI

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Salute, cibi antiossidanti contro la degenerazione maculare

E' un disturbo della vista che colpisce un terzo della popolazione over 70

Non solo la pelle, anche gli occhi vanno protetti dal sole soprattutto negli anziani che hanno un rischio maggiore di sviluppare la Degenerazione Maculare Legata all’Età (DMLE), un disturbo che colpisce un terzo della popolazione dopo i 70 anni, in prevalenza donne. È scientificamente dimostrato, infatti, che l’esposizione prolungata ai raggi UV, associata all’età, rappresenta una vera minaccia per la salute della macula. Inoltre, pazienti con un occhio già colpito da maculopatia senile hanno un rischio aumentato di svilupparla nell'altro. Perciò, occhiali da sole, cibi sani e integratori antiossidanti di ultima generazione devono far parte della routine quotidiana e non solo in vacanza ma anche in città. E' l'appello che viene dall’Osservatorio per la Salute della Vista, la piattaforma informativa sostenuta anche da Visufarma e nata da una costola dell'Agenzia nazionale della prevenzione.

“E’ fondamentale avere un alimentazione ed uno stile di vita equilibrati ma anche proteggere gli occhi dalla luce intensa con berretti con visiera e lenti da sole”, suggerisce Alfredo Pece, Primario della Divisione di oculistica dell’Ospedale di Melegnano e presidente della 'Fondazione Retina 3000'. Quando la patologia è in fase iniziale, si cerca di evitare che peggiori con integratori alimentari contenenti sostanze ad azione anti-ossidante e anti-infiammatoria che agiscono proteggendo la retina e rallentando i fenomeni ossidativi, ovvero distruttivi, della macula. “E’ stato dimostrato che alcune sostanze con funzione anti-ossidante possono rallentare la progressione della DMLE fino al 25%. Per questo è importante una corretta alimentazione e l’attenzione verso sostanze con funzione anti-ossidante e protettive del tessuto oculare”, prosegue Pece. Queste sostanze possono avere un ruolo anche nella retinopatia diabetica, che rappresenta la complicanza micro vascolare più comune del diabete ed è la prima causa di cecità. 

“L’occhio umano è costantemente sottoposto a una forte quota di stress ossidativo, provocato dall’esposizione alla luce solare (foto-ossidazione), con conseguente accumulo di radicali liberi e specie reattive dell’ossigeno a livello del cristallino e della retina”, conferma Gianluigi Manzi, dell’UOC di Oftalmologia AORN dei Colli - Ospedale Monaldi di Napoli. Per questo è importante assumere la giusta quantità di anti-ossidanti. “Molti studi, tra cui AREDS 1 e AREDS 2, hanno valutato l’azione antiossidante sulle cellule retiniche di Luteina, Zeaxantina ed Omega3, contenute anche nei comuni alimenti (verdure a foglia verde, uova, tonno, salmone e sardine). Un nuovo impulso è stato dato dalla chiara evidenza che tanto la DMLE che la RD sono causate e peggiorate da fattori infiammatori. Per questo, la ricerca ha rivolto la sua attenzione anche ad altre sostanze come Gingko Biloba, Epigallocatechingallato, resveratrolo e antocianine, potenti antiossidanti per la loro funzione di protezione maculare”, spiega Manzi. 

Di recente è stata provata anche l’efficacia anti-ossidante e anti-infiammatoria del Maqui, il cosiddetto ‘mirtillo della Patagonia’. Si tratta della bacca di una pianta, l’Aristothelia Chilensis, di un colore molto intenso e blu, la cui forma e il cui sapore ricorda molto il nostro comune sambuco. Viene coltivata solo in Patagonia, Argentina e Cile. E’ ricco di nutrienti e in particolare di flavonoidi tra cui antocianine e delfinidine , potenti anti-ossidanti contenuti anche nei frutti rossi come fragole, mirtilli e ribes, in grado di proteggere gli occhi anche dai danni dei raggi solari. In base ai test ORAC, che indicano la capacità di assorbimento dei radicali liberi dell’ossigeno.

“Il Maqui vive in un ambiente ostile per le condizioni di temperatura, le violente piogge e il forte vento che spira, condizioni che inducono la pianta a produrre delle bacche molto ricche di antiossidanti che le permettono di difendersi al meglio dall’ambiente. In particolare, contiene una quantità molto elevata di delfinidina, un polifenolo molto promettente. Il MaquiBright, estratto purificato del Maqui berry, in recenti studi pubblicati anche sulla rivista Journal of the American College of Nutrition, è stato individuato come una molecola ad azione protettiva sull’apparato visivo. In un dosaggio di 30 mg in associazione a 150 mg di acido alfa lipoico sembra essere l’ultimo ritrovato in tema di supporto antiossidante anche per l’ottima tollerabilità” conclude Manzi.

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