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CLARA MOSCHINI

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Roma dichiara guerra a McDonald's

Il vicesindaco dell'amministrazione grillina: "Preferisco i prodotti locali"

Sembra che a Roma l'orologio si sia spostato indietro di oltre 30 anni, esattamente al 1986 quando, tra rumorose contestazioni, fu aperto un McDonald's in Piazza di Spagna.  Gli avversari erano animati da un mix di antiamericanismo e snobismo, uniti contro "lo sfregio del centro storico", "l'invasione del junk food", la "speculazione delle grandi catene", ecc. Temi che sono tornati prepotentemente alla ribalta in questi giorni. Prima puntata, lo stop di un nuovo McDonald's in zona Terme di Caracalla: a lavori partiti, dopo un iter di approvazione durato 4 anni, il Ministero dei beni culturali ha bloccato tutto a fine luglio, sollevando l'entusiastico commento del sindaco. "Avanti con il MiBAC per stop costruzione fast food nell'area archeologica delle Terme di Caracalla. Le meraviglie di Roma vanno tutelate", ha scritto Virginia Raggi, sul suo profilo Twitter. McDonalds ha annunciato ricorso al Tar. "Non possiamo mancare di sottolineare con dispiacere - hanno scritto in un comunicato - che, giunti al termine di un lungo iter burocratico, ci troviamo - come spesso capita a molti imprenditori italiani, piccoli o grandi - a veder bloccato un investimento che crea occupazione, con un intervento che avviene a procedura conclusa e lavori avviati".

Seconda puntata: parte la nuova campagna ostile a un nuovo fast food nelle vicinanze del Pantheon. anche qui i lavori sono quasi conclusi, ma per l'associazione abitanti del centro storico "bisogna sventare l'ennesimo sfregio al cuore di Roma". E il vicesindaco Luca Bergamo, dalla colonne di Repubblica, dichiara: "In generale non sono favorevole alla proliferazione nel centro della città di attività commerciali destinate al consumo veloce e di massa di prodotti standard, in particolare quando si parla di gastronomia". Bergamo, che è anche assessore alla cultura, sembra preferire porchetta, abbacchio o paja e fieno: "I centri delle città devono accogliere un equilibrato mix tra funzioni destinate a chi va di fretta e funzioni invece rivolte a chi, con passo lento, vuole godersi le bellezze e la vita del luogo. I secondi preferiscono attività e prodotti che sono espressioni della cultura locale".

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