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CLARA MOSCHINI

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Dazi, iniziativa bipartisan per abbassare accise dei liquori

Pallini (Federvini): "Iniziativa importante con un impatto sia sostanziale sia emotivo"

Partiti di maggioranza ed opposizione hanno presentato emendamenti alla Legge di Bilancio per aiutare i produttori di aperitivi, liquori e altre tradizionali bevande alcoliche, che rappresentano una delle eccellenze del ‘saper fare’ italiano nel mondo. In particolare, spiega Federvini, si tratta di due emendamenti: il primo inteso a ridurre le accise del 2% su spiriti e prodotti alcolici intermedi e il secondo rivolto ad eliminare il contrassegno di stato sulle stesse categorie.

L’ammontare complessivo è pari a circa 20 milioni di euro (rispettivamente 13 milioni di decremento per l’accisa e 7 milioni per il contrassegno di stato) che aiuterebbero le aziende a far fronte - anche se solo in parte - ad una misura iniqua e ingiustificata come i dazi Usa.

Federvini ha infatti calcolato che - prendendo come punto di riferimento il dato a valore delle esportazioni in Usa nel 2018 - l’impatto stimato dei dazi sui liquori e cordiali italiani è pari a quantomeno 40 milioni di dollari all’anno

“Stiamo parlando di un’iniziativa importante con un impatto sia sostanziale sia emotivo per  centinaia di aziende che consentirebbe a tutti noi di guardare con più ottimismo al futuro del comparto",  ha dichiarato Micaela Pallini, Presidente Gruppo Spiriti di Federvini. “Ad un mese dall’entrata in vigore dei dazi", continua Micaela Pallini,  "oltre ad un calo delle vendite, registriamo l’aggravio di costi derivanti dalle quote di mercato che i produttori italiani stanno perdendo sul mercato Usa a tutto vantaggio di altri operatori (statunitensi e non) che hanno modo di commercializzare i loro prodotti “Italian sounding” liberamente, dal limoncello del New Hampshire agli amari di Washington D.C. e al fernet della California.

 

agu - 9717

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