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CLARA MOSCHINI

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Cucina italiana nel mondo: chiusa la 4a edizione

Secondo Deloitte è quella a maggiore potenziale di crescita all’estero, con Usa e Cina i primi mercati per valore

Con oltre 1000 attività programmate dalle quasi 300 sedi diplomatico-consolari e degli Istituti Italiani di Cultura, la IV edizione della Cucina Italiana nel mondo, organizzata dal Ministero degli esteri e da Ice Ice Agenzia in collaborazione con molte istituzioni, si conferma evento strategico per la promozione del Made in Italy. In occasione di questa edizione, conclusasi ieri, Deloitte ha presentato un’anticipazione della ricerca esclusiva “Italian Cuisine Market Monitor”, una fotografia dinamica sullo stato dell’arte del mercato foodservice a livello locale e globale. L’analis, svolta in partnership con Alma, si è concentrata sulla cucina italiana nel mondo, offrendo una panoramica su dimensionamento, market share e posizionamento, ed evidenziando le prospettive di crescita.

La ristorazione mondiale ha chiuso positivamente il 2018 raggiungendo un valore pari a 2.563 miliardi di euro. Di questi, il 46% è stato totalizzato nell’area Asia Pacific, che ha trainato la crescita del settore riportando un +4,1% CAGR 14-18, in testa a Nord America (+2,0%) ed Europa (+1,2%). Si prevede che lo sviluppo del foodservice proseguirà nel periodo 2018-2022, sebbene ad un ritmo leggermente più moderato (2,4%), generato in larga parte dalla performance di Asia Pacific (+2,7%) e del resto del mondo (+3,8%).

Con il 50% di share di mercato, il Full-Service Restaurant (ristoranti casual dining e di livello superiore) si conferma il primo canale della ristorazione mondiale. I primi dieci paesi per dimensioni di mercato rappresentano il 77% del valore della ristorazione Full-Service, trainati da Cina e India. Il principale mercato di riferimento per il Full-Service Restaurant, infatti, rimane l’Asia Pacific. Per quest’area si stima una crescita più contenuta nel periodo 2018-2022 rispetto al quadriennio precedente (+4,6% CAGR 14-18 contro +2,8% CAGR 18-22), mentre si prevede uno sviluppo più rapido in Europa (+1,1%) rispetto al Nord America (+0,5%).

Ed è italiana la cucina con maggiore potenziale di crescita all’estero: un intervistato su due dichiara di vedere maggiore potenziale di crescita all’estero per la cucina italiana. Al secondo posto segue con il 40% quella giapponese, mentre la cucina francese chiude il podio raccogliendo le preferenze di uno su tre, staccando le aspettative di crescita della cucina asiatica (13%).

Nel 2018, il giro d’affari della cucina italiana nel mondo si è attestato a 229 miliardi di euro, in crescita del 10,6% rispetto al 2016. Di questi, solo 39 sono stati realizzati all’interno dei confini nazionali, rendendo di fatto l’Italia il terzo mercato dopo Cina e Stati Uniti. Con 71 miliardi, la Cina è il primo mercato per valore sul totale della ristorazione nel Paese, con una penetrazione pari al 15,8%. Sono invece gli Stati Uniti a riportare il tasso di penetrazione maggiore, pari al 35,7%, e un giro d’affari complessivo di 69 miliardi di euro.

Seppure con valore totale più contenuto rispetto alla top 3, anche India e Brasile dimostrano un’alta penetrazione della cucina italiana (rispettivamente 24,9% e 28,2%). In Europa, invece, i principali mercati sono Regno Unito, Spagna e Francia, per cui la ristorazione italiana pesa tra i 4 e i 3 miliardi di euro.

agu - 9746

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