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CLARA MOSCHINI

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Birra, calcolato per la prima volta l'impatto economico della filiera

L'Osservatorio registra quasi 9,2 miliardi di valore condiviso

Il valore condiviso, ossia il contributo della filiera della birra italiana alla crescita della ricchezza e al benessere del nostro paese, è cresciuto negli ultimi 3 anni di oltre 1 miliardo di euro (+17%) passando da 7,83 miliardi di euro a quasi 9,2 miliardi, pari allo 0,52% del pil italiano. Di questa crescita ne hanno beneficiato soprattutto le fasi a valle e a monte della filiera e lo Stato italiano con le imposte incassate. In percentuale sale soprattutto il valore condiviso relativo alle forniture di materie prime (+55%, da 273,3 a 423,6 milioni di euro). Mentre hanno una crescita in linea con la media della filiera (tra il +13 e il +17%) le fasi della produzione e della distribuzione e vendita, anche se più rilevante in valori assoluti (rispettivamente 1632 milioni e 7.051 milioni di euro). E in 3 anni aumenta del +19,4% il contributo fiscale della filiera della birra, che nel 2018 ha portato alle casse dello Stato ben 4,3 miliardi di euro, mentre le accise sono passate da 609 milioni di euro a 711 milioni (+16,7%).

Sono i dati sono stati diffusi oggi a Roma dall’Osservatorio Birra con la presentazione del 3° Rapporto “La creazione di valore condiviso del settore della birra in Italia”, realizzato da Althesys per conto della Fondazione Birra Moretti, costituita nel 2015 da Heineken Italia e Partesa al fine di contribuire alla crescita della cultura della birra in Italia. Per calcolare il valore condiviso, lo studio ha analizzato tutte le fasi della filiera della birra (approvvigionamento materie prime, produzione, logistica, distribuzione e vendita), considerando gli effetti diretti (valore aggiunto, contribuzione fiscale, occupazione, ecc.) delle attività dell’industria birraria italiana, quelli indiretti e indotti, le ricadute degli investimenti pubblici.

"La ricerca - ha spiegato Alfredo Pratolongo, Presidente della Fondazione Birra Moretti -  si è concentrata sul triennio 2015-2018 perché coincide con il picco della “primavera della birra” e cioè con quel fenomeno gastronomico, culturale e socio-economico connesso alla nuova curiosità degli italiani verso il mondo della birra. Convivialità e socialità sono i fattori alla base del piacere di consumare birra, in casa e fuori casa. Basti pensare anche ai luoghi del gusto dove la birra è protagonista, ai corsi amatoriali o professionali per diventare sommelier della birra, alle aperture di microbirrifici, a scaffali dei supermercati sempre più ampi e forniti di birre classiche e speciali. Ogni ambito di questo mondo – materie prime, produzione, logistica, distribuzione – genera ricchezza e occupazione".

"In termini di occupazione - secondo Alessandro Marangoni, Ceo di di Althesys - la birra permette a quasi 100.000 famiglie di avere una fonte di reddito, assicurando lavoro a 92.190 dipendenti distribuiti proporzionalmente lungo l’intera filiera, distribuendo salari lordi di oltre 2,5 miliardi di euro. In 3 anni la filiera della birra è stata in grado di offrire ben 4.500 posti di lavoro in più. In particolare, nel 2018 per ogni addetto alla produzione della birra, il settore è riuscito ad assicurare ben 29,3 occupati complessivi a livello di filiera".

Allo sviluppo del settore ha portato un indubbio apporto il leader del mercato italiano, Heineken, presente nel nostro Paese dal 1974, che ha puntato sulla valorizzazione di birre locali con una tradizione e un posto speciale nel cuore delle persone. L'ha confermato  l'ad per l'Italia, Søren Hagh: “Da qualche anno c’è un nuovo modo di bere birra in Italia. Il consumatore italiano cerca sempre più birre che hanno una storia da raccontare, un’esperienza in cui possano riconoscersi. Heineken Italia ha interpretato questa istanza fornendo un respiro nazionale o perfino internazionale a brand che avevano un vissuto soprattutto regionale. È una filosofia imprenditoriale, un percorso che abbiamo cominciato con Birra Moretti, passando per Ichnusa fino alla novità di quest’anno Birra Messina, un marchio fino a poco tempo fa quasi sconosciuto dagli italiani ma vero e proprio orgoglio per la Sicilia”. 

Hagh ha ricordato che i driver del gruppo si possono riassumere "nell'innovazione, nella collaborazione e nell'equilibrio con l'ambiente".

In allegato la sintesi della ricerca dell'Osservatorio Birra.

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