Aceto Balsamico Modena: 92% produzione va all'export
Igp emiliana egemone in un quadro europeo che necessita l'armonizzazione del settore
L'Aceto Balsamico di Modena esporta oltre il 92% del proprio volume, con una presenza in oltre 100 Paesi del mondo. A riferirlo è stato Cesare Mazzetti, presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena, in occasione di un incontro al Parlamento europeo. Il Balsamico di Modena è "il prodotto italiano a indicazione geografica che esporta di più in assoluto", ha aggiunto Mazzetti, sottolineandone la "presenza in oltre 100 Paesi del mondo" e la nome di "ambasciatore del mangiare bene italiano” attribuita alla Dop.
L'incontro è svolto su iniziativa dell’eurodeputato Stefano Bonaccini ed è stato dedicato al comparto degli aceti e alla necessità di introdurre una definizione europea unitaria per produzione, denominazioni ed etichettatura, colmando un vuoto normativo che incide su un settore in forte crescita.
Attualmente, il diritto dell’Unione europea prevede una definizione armonizzata esclusivamente per l’aceto di vino, mentre tutte le altre tipologie di aceto restano disciplinate da normative nazionali eterogenee. Una frammentazione che, in un contesto di scambi internazionali sempre più intensi, genera distorsioni concorrenziali, incertezza per gli operatori e confusione per i consumatori.
"Oggi ci manca una definizione chiara che identifichi che cos’è aceto e che cosa non lo è. Il nostro obiettivo è avere una definizione europea che renda trasparente l’informazione al consumatore e gli permetta di capire cosa sta effettivamente comprando”, ha dichiarato Sabrina Federzoni, presidente del Gruppo Aceti di Federvini.
Al confronto hanno partecipato anche Valéry Brabant, presidente della European Vinegar Association (Eva), che riunisce le associazioni dei produttori di numerosi Stati membri, e l’eurodeputata francese Céline Imart, impegnata insieme a Bonaccini nel percorso legislativo in corso.
Sul tavolo vi è la proposta di inserire una definizione europea dell’aceto all’interno del Regolamento (UE) 1308/2013 sull’organizzazione comune dei mercati agricoli, introducendo per la prima volta criteri comuni per produzione ed etichettatura. L’obiettivo è rafforzare la concorrenza leale, prevenire pratiche scorrette e garantire ai consumatori un’informazione chiara, trasparente e comparabile.
EFA News - European Food Agency