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CLARA MOSCHINI

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Illycaffè smentisce la quotazione

Da Trieste definiscono "non fondate" le voci secondo cui l'azienda avrebbe nominato gli advisor

Mi quoto, non mi quoto, mi quoto... Sono anni che Illy parla di possibile quotazione, con tanto di dichiarazioni reiterate dai proprietari e dai vari ad pro-tempore (guardate nell'archivio di EFA News), ma ora arriva una secca smentita. "Non fondate e non corrispondenti allo stato attuale delle valutazioni interne". É questo il commento di illycaffè alle indiscrezioni pubblicate questa mattina dal quotidiano La Stampa secondo cui la società triestina del caffe sarebbe pronta alla quotazione in Borsa a Wall Street entro fine anno o, al massimo, nel primo trimestre 2027. 

"Come già comunicato in passato, la quotazione in borsa è un'opzione strategica che la società ha sempre tenuto in considerazione - afferma l'ad Cristina Scocchia - Un'ipo è un evento unico nella storia di un'azienda, la cui realizzazione dipende però da molteplici fattori, alcuni dei quali al di fuori del controllo della società stessa. Se e quando decideremo di intraprendere questo percorso, lo annunceremo al mercato".

Secondo le indiscrezioni, la società starebbe monitorando il contesto più adatto per lo sbarco in Borsa con almeno tre advisor finanziari: la decisione sarebbe ormai presa, scrive il quotidiano La Stampa citando fonti finanziarie e legali prossime al dossier.

"È nell'ordine delle cose", aveva detto il presidente esecutivo Andrea Illy dal Festival dell'Economia di Trento meno di un mese fa, ricordando anche la presenza di un fondo (Rhone Capital) nell'azionariato, e quindi la necessità di una exit strategy, prima o poi.

Le notizie sul possibile approdo in Borsa (in Italia, almeno cosí si credeva) di Illycaffè si rincorrono da tempo, addirittura dal 2021 poco dopo l'arrivo al vertice del management di Scocchia. In un comunicato dell'epoca si era parlato di un obiettivo del nuovo ad, ossia portare il gruppo triestino alla quotazione in Borsa "in considerazione della fase positiva del mercato dei capitali e della volontà di avviare il processo din quotazione" (leggi notizia EFA News). L'intenzione venne ribadita a maggio 2022 quando proprio l'ad manifestò l'idea di quotarsi "facendo facendo piccoli passi decisi e nell'arco del piano 2022-2026" (leggi notizia EFA News) e confermata pochi mesi dopo, a ottobre 2022 (leggi notizia EFA News). 

Poi ad agosto 2025, é arrivata la smentita dell'ad Scocchia che, dal palco dell'ultimo meeting di Rimini aveva escluso la quotazione, almeno per il 2026, in quanto mancavano le condizioni di mercato per fare un passo del genere. Il periodo, lo ricordiamo, appariva nefasto soprattutto alla luce dei nuovi dazi che il presidente Usa Donald Trump aveva imposto all'Ue e all'Italia. Scocchia, all'epoca confermó che la quotazione, esclusa per il 2026 rimaneva " un obiettivo. Peró - disse - bisogna capire quando sarà possibile e questo dipende da circostanze esogene. Per quotarsi ci vogliono due condizioni: l'azienda deve essere pronta, quindi ci vuole un track record di risultati che noi abbiamo avuto negli ultimi tre anni, ma ci vuole anche un contesto macroeconomico e geopolitico favorevole" (leggi notizia EFA News).

Quanto ai risultati, anche il 2025 ha confermato il track record: il marchio, i fatti, ha chiuso il 2025 con ricavi di gruppo pari a 700 milioni di euro, in aumento del 12% a tassi di cambio costanti rispetto all'esercizio precedente, +11% a tassi di cambio correnti (leggi notizia EFA News)

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