It does not receive public funding
Editor in chief:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube

Luckin Coffee, da Star a meteora in appena 3 anni

Il gruppo aveva aperto oltre 4.500 caffetterie e puntava a scalzare Starbucks dalla Cina

Voleva diventare la nuova Starbucks ma è stata poco più di una meteora. La storia di Luckin Coffee inizia nell'ottobre del 2017 a Pechino per opera di Lu Zhengyao, alias Charles Lu, uomo d'affari  nelle Isole Vergini Britanniche attivo nel settore del noleggio auto (presiede Car Inc. e UCar). La sfida alla sirena coronata era ufficialmente aperta, tanto che a gennaio di quest'anno Luckin Coffee gestiva 4.507 caffetterie in Cina superando in poco più di 2 anni i 3.600 punti vendita che la catena americana aveva messo in piedi dal 1999.

Come Howard Shultz, anche Zhengyao ha voluto dare un tocco di italianità alla sua creatura facendo testimonial della catena Andrea Lattuada, che si è fatto un nome a livello internazionale nel mondo bar/caffetteria. In poco tempo Luckin Coffee è riuscita ad attrarre ingenti investimenti da parte di grandi operatori del settore finanziario, quali BlackRock e il fondo sovrano di Singapore GIC.

Ma la vera svolta a livello globale per Luckin Coffee arriva il 17 maggio 2019 - gli scaramantici ci vedranno un segno premonitore - con lo sbarco sul Nasdaq americano. Si è trattato della più grande offerta pubblica di acquisto di una società cinese a Wall Street, che è riuscita a raccogliere 570 milioni di dollari portandosi a un valore di mercato che si aggirava attorno ai 4 miliardi di dollari. Starbucks è arrivata a valere 30 miliardi ma in oltre 20 anni di attività.
La parabola discendente del Cervo (questo il simbolo di Luckin Coffee) inizia nell'aprile di quest'anno, ma non per la pandemia di Covid. A inizio aprile il prezzo delle azioni è crollato del 75% a seguito di una fuga di notizie secondo cui l’azienda cinese avrebbe falsificato un totale di 310 milioni di dollari di vendite nel secondo trimestre del 2019. Dopo un'indagine interna della China Securities Regulatory Commission che, il 12 maggio scorso, il Ceo Jenny Zhiya Qian e il Coo Jian Liu sono stati defenestrati. Il 15 maggio la società ha ricevuto una notifica di cancellazione dal Nasdaq. Dopo oltre un mese di sospensione delle negoziazioni, il titolo Luckin Coffee è stato nuovamente negoziato il 20 maggio 2020, ma il 28 maggio, le azioni sono crollate di oltre il 20% dopo che il "Wall Street Journal" ha pubblicato un rapporto in cui si afferma che le aziende legate al presidente della società e all'azionista di controllo hanno svolto un ruolo centrale nello scandalo contabile.  

Luckin Coffee ha quindi ritirato la richiesta di audizione davanti agli uffici competenti del Nasdaq, che era stata fissata per il 25 giugno scorso, e il titolo è stato sospeso dalle contrattazioni lunedi 29. Ora si attende il delisting formale. Difficile pensare che Mr Zhengyao possa presentare ricorso dopo tutti questi scandali. E i creditori bussano già alla sua porta, Crédit Suisse in testa con nomi del calibro di Goldman Sachs, Morgan Stanley, Barclays e la cinese Haitong International Securities Group. E non se la può prendere neppure con Donald Trump, per la stretta annunciata in primavera sulle società cinesi quotate al Nasdaq. Ha fatto tutto da sola Luckin Coffee.

gva - 12422

EFA News - European Food Agency
Similar