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CLARA MOSCHINI

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Cibo "buono", ovvero salubre, solidale e gustoso

Sono i concetti che più influenzano gli acquisti, secondo indagine Bva Doxa-WK Kellogg

Benefici nutrizionali, solidarietà verso gli altri e gusto: sono questi i tre ingredienti principali che compongono «la ricetta della bontà» degli italiani. In occasione della presentazione della ricerca Bva Doxa, WK Kellogg ha lanciato la nuova campagna con Banco Alimentare negli store Coop con l'obiettivo di raccogliere donazioni pari a 500.000 colazioni alle persone in difficoltà.

Benefici nutrizionali, solidarietà verso gli altri e gusto: sono questi i tre ingredienti principali che compongono «la ricetta della bontà» degli italiani, rappresentando gli elementi principali che, in ordine di importanza, guidano le decisioni d’acquisto dei consumatori nel nostro Paese.   A dirlo è la ricerca condotta da BVA Doxa per W.K. Kellogg, la gamma di cereali e snack della multinazionale Kellogg che porta il nome del fondatore e incarna appieno i valori di responsabilità sociale dell’azienda. Obiettivo dell’indagine, realizzata a luglio su un campione rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne, è stato approfondire il concetto di «bontà» in tutti i suoi nuovi e possibili significati, nonché la percezione degli italiani nei confronti della responsabilità sociale in generale e in particolare in ambito food.

Per il 35% degli intervistati l’aspetto che più influisce è legato ai «benefici per la salute». Segue la «solidarietà verso gli altri» (25%) che si traduce ad esempio nel sostenere, attraverso il proprio acquisto, progetti di aziende messi a segno con l’obiettivo di supportare la società o tutelare l’ambiente. Da non tralasciare, eppure (a sorpresa!) meno importante, il «gusto» (22%). In ultima posizione, «il prezzo e la convenienza» ritenuti fondamentali dal 18% degli intervistati. In altre parole: buono, ma che faccia bene a me e anche agli altri. Inoltre il concetto di «responsabilità sociale» è ormai conosciuto ai più: 9 intervistati su 10, infatti, hanno sentito parlare del tema. Eppure solo il 29% ne ha una conoscenza approfondita, soprattutto i giovani (38%).

L’emergenza Covid-19 ha avuto un impatto importante sull’attenzione nei confronti della responsabilità sociale: 2 italiani su 3 dichiarano di essere oggi più sensibili al tema, soprattutto al Sud e nelle Isole (73%). E ancora: per il 95% degli italiani è importante sapere che i prodotti - alimentari e non - che acquistano provengono da aziende e brand attenti alla sostenibilità in generale. Non solo. Otto italiani su 10 sarebbero «certamente» e «probabilmente» disposti a riconoscere un valore – ad esempio un piccolo sovrapprezzo – per comprare prodotti di brand impegnati in prima linea con iniziative e progetti ad hoc per supportare e tutelare gli altri.

"È interessante vedere come stia evolvendo il consumatore e come oggi non si accontenti più di essere informato ma voglia essere coinvolto. Per questo cerchiamo di sviluppare attività davvero immersive che offrano ai consumatori la possibilità di scoprire tutti i valori e le caratteristiche del brand per far emergere tutti quegli elementi che possono essere fondamentali per le decisioni di acquisto» commenta Elisa Tudino, Brand Activation Lead di Kellogg Italy. E prosegue: «crediamo che W. K. Kellogg rappresenti una sorta di concentrato di quello che cerca il consumatore oggi: un prodotto gustoso e con chiari benefici nutrizionali ma che, al di là di tutto, è concretamente impegnato ad aiutare chi ne ha più bisogno. L’azienda si è impegnata a fondo per lo sviluppo di questo brand e dei prodotti che ne compongono la gamma e siamo davvero orgogliosi di poter non solo soddisfare i consumatori ma anche aiutare tante persone in stato di necessità".

In occasione della presentazione della ricerca, Kellogg ha annunciato una iniziativa di solidarietà: per ogni confezione di cereali e snack W.K. Kellogg venduta in tutto il mondo, l’azienda si impegna a devolvere fino a €0,10 cent a progetti che sostengono in maniera concreta persone e famiglie in difficoltà. Per l'Italia, in continuità con i progetti realizzati negli anni passati, Kellogg ha avviato anche una campagna in partnership con Banco Alimentare negli store Coop in diverse regioni italiane che porterà alla donazione di 500.000 colazioni ai più bisognosi.  

"Sappiamo di poter contare sul supporto di Kellogg e questa campagna ne è una dimostrazione", ha detto Giovanni Bruno, presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus. "Si tratta di un’azienda con valori molto forti con cui da tempo si collabora in una logica di vera e propria partnership e il loro contributo è molto importante. È confortante peraltro rilevare come si stia formando una consapevolezza dell’importanza della solidarietà sempre più forte e diffusa, non solo tra le aziende ma anche tra i consumatori. Questo ci fa ben sperare per il futuro, perché purtroppo stiamo vivendo un periodo molto difficile e avremo bisogno dell’aiuto di tutti per stare vicino a chi è in difficoltà".

agu - 13254

EFA News - European Food Agency
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