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CLARA MOSCHINI

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Biotech, opportunità di sviluppo per l'Italia

Terzo gruppo di lavoro del progetto di Assobiotec Federchimica

Assobiotec Federchimica sta lavorando alla creazione di un nuovo modello di sviluppo sostenibile, attraverso il percorso “Biotech, il futuro migliore - Per la nostra salute, per il nostro ambiente, per l'Italia”.  “Ripensare consumi e impronte sul mondo: anche in Italia la rivoluzione della bioeconomia”, questo il tema del terzo gruppo di lavoro, durante il quale si è discusso di come far leva sulla bioeconomia per una ripartenza sostenibile. Tra i vari temi trattati anche la produzione di cibo sempre più sano, il problema della diminuzione delle risorse e i cambiamenti climatici; infine si è parlato di come incentivare una collaborazione tra chimica tradizionale e biochimica e tra pubblico e privato. 

Il progetto prevede 4 diversi tavoli di lavoro, iniziati lo scorso giugno, al termine dei quali sarà stilato un documento di posizione con proposte operative per la crescita del settore, lo sviluppo delle imprese e il rilancio del paese.

Secondo le stime dell’OCSE, nel 2030 la bioeconomia avrà un peso enorme nell’economia mondiale. Saranno biotech l’80% dei prodotti farmaceutici, il 50% dei prodotti agricoli, il 35% dei prodotti chimici e industriali. La sfida di Assobiotec Federchimica è quella di coinvolgere sempre di più la filiera agroalimentare, gli agricoltori in prima persona, al fine di comprendere al meglio gli obiettivi e fissare dei traguardi su base scientifica.

Durante il terzo incontro, Deborah Piovan, portavoce di Cibo per la mente ha affermato: "Siamo giunti ad un momento in cui è necessario rivedere il quadro normativo perché la sperimentazione, per esempio sulle varietà vegetali ottenute mediante biotecnologie, possa arrivare ad essere consentita direttamente in campo aperto. Le sperimentazioni, basate sulla variazioni di genoma nelle piante, sono spesso demonizzate dall’opinione pubblica perché rientrano nella categoria OGM. Tuttavia, l’innovazione derivante da queste sperimentazioni è spesso fondamentale per garantire la salvaguardia dei prodotti tipici, del Made in Italy e della biodiversità naturale, anche a fronte di sfide sempre più grandi come il cambiamento climatico”. 

"C’è bisogno che i decisori politici passino dalla stagione delle strategie a quella della loro concreta implementazione, considerando l’alto livello di competenze e innovazione già disponibili e l’opportunità storica di rilevanti finanziamenti europei", ha proseguito Mauro Provezza, industrial director di Bayer CropScience. "Nel concreto, è necessario studiare, grazie alla biotecnologia di precisione e i big data, la storia delle singole piante per andare a rispolverare le conoscenze storiche delle stesse e di come hanno saputo reagire ai cambiamenti climatici. Lavorare per il futuro, studiando il passato”.

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EFA News - European Food Agency
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