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CLARA MOSCHINI

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Parassiti, ora la battaglia si combatte coi droni

Progetto innovativo della Fem in Trentino

La Ceratitis capitata Wiedemann, anche detta mosca mediterranea della frutta, è un parassita originario dell'Africa orientale, diffuso attualmente in tutte aree frutticole della costa mediterranea, che attacca più di 300 diversi ospiti. In Trentino, fu segnalata per la prima volta nel 1990 ma questo primo ritrovamento è stato seguito da altri che testimoniano una diffusione lenta e costante nella regione. Allo stato attuale, la mosca mediterranea della frutta è stabilita nell’area dell’Alto Garda e a macchia di leopardo nella valle dell'Adige, dove provoca danni soprattutto sulle mele mature, poco prima della raccolta. Questo impedisce ogni possibilità di intervento con insetticidi che causerebbero l’aumento dei residui di prodotti fitosanitari sui frutti. La Fondazione Edmund Mach sta sperimentando la tecnica del maschio sterile, rilasciando gli insetti sterili importati dalla Spagna attraverso l’uso dei droni. Un sistema che riduce le popolazioni di questo insetto consentendo a sua volta la riduzione dell'uso di insetticidi. 

Il progetto Sit (Fas - Psr 2014-2020), sviluppato negli anni 2018-2020, ha avuto come obiettivo lo stabilire la fattibilità dell’applicazione della tecnica del maschio sterile per il controllo della mosca mediterranea della frutta in Trentino. Il successo di questa misura di controllo alternativa dipende dalla densità e dalla distribuzione spaziale dell'organismo nocivo bersaglio. Poiché il livello di popolazione di C. capitata in Trentino è ancora basso ed il parassita è diffuso in un'area delimitata da vegetazione non ospite, la regione sembra essere adatta per saggiare la tecnica dell’insetto sterile. Un'altra caratteristica fondamentale del processo è che il trasferimento dei maschi sterili dalla biofabbrica alle aree di rilascio, avvenga più veloce possibile, in modo da ridurre al minimo il tempo trascorso dalle pupe in condizioni di ipossia, pena l’influenza dei parametri di qualità degli insetti rilasciati, e di conseguenza della loro efficacia.

“Negli anni 2018 e 2019 i rilasci sono stati effettuati manualmente, mentre nel corso del 2020, terzo e ultimo anno del progetto, gli esperti della Fem si sono concentrati sullo sviluppo di un'alternativa, attraverso l’uso dei droni", spiegano Gino Angeli e Serena Chiesa del centro trasferimento tecnologico Fem. "Con la collaborazione di Nd Movie, che ha sviluppato il prototipo sperimentale per il rilascio, stanno procedendo con i primi test in campo. La distribuzione dei maschi sterili di C. capitata viene effettuata con aerei ultraleggeri, consentirebbe la copertura di vaste zone in tempi brevi, rendendo più sostenibile l’applicazione della tecnica Sit nel nostro territorio".

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EFA News - European Food Agency
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