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CLARA MOSCHINI

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Falso vino Sassicaia: con frodi rischia settore già in crisi Covid

Coldiretti commenta truffa internazionale bloccata dalla GdF/Video

"Serve tolleranza zero sulle frodi che mettono a rischio lo sviluppo di un settore che è cresciuto puntando su un grande percorso di valorizzazione qualitativa che ha portato il vino italiano a raggiungere il record storico nelle esportazioni per un valore stimato in 6,4 miliardi nel 2019 ma che ora soffre le pressioni determinate dall’emergenza Covid": è quanto afferma Coldiretti nell’esprimere apprezzamento per l’operazione quella della Guardia di Finanza che ha bloccato una truffa internazionale per la vendita di falso Sassicaia fatto con vino adulterato con sostanze vietate dai disciplinari, come lo zucchero di barbabietola, e messo in bottiglie dalla Turchia con etichette stampate in Bulgaria per riprodurre i loghi del celebre prodotto Made in Italy.

Non può essere messo a rischio – evidenzia la Coldiretti – il patrimonio di credibilità costruito nel tempo dal vino Made in Italy che oggi nonostante il coronavirus è ancora la principale voce dell’export agroalimentare nazionale anche se le vendite di bottiglie italiane nel mondo sono in calo del 3,4% nel primo semestre 2020 con una storica inversione di tendenza che non ha precedenti negli ultimi 30 anni a causa delle difficoltà registrate dalla ristorazione in tutto il mondo per la pandemia che si aggiunge alle tensioni commerciali internazionali. Le frodi  mettono a rischio un motore economico che genera oltre 10,6 miliardi di fatturato e offre opportunità di lavoro nella filiera a 1,3 milioni di persone. Con una produzione di 47,2 milioni di ettolitri nella vendemmia 2020 che conferma il ruolo di leader mondiale davanti alla Francia  la produzione tricolore è destinata per circa il 70% a vini Docg, Doc e Igt con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30 % per i vini da tavola.

Per dovere di cronaca, NdR, l'inchiesta coordinata dalla Procura del capoluogo toscano ha portato agli arresti domiciliari due imprenditori lombardi, mentre sono 11 gli indagati a vario titolo per contraffazione internazionale del marchio e dell'indicazione geografica, e per ricettazione. Il giro d'affari sarebbe stato stimato dalle Fiamme gialle in circa 400.000 euro al mese.

Nel video in basso l'operazione condotta dalla GdF:




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EFA News - European Food Agency
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