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CLARA MOSCHINI

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Dpcm: stop a sagre e feste di paese

Impatto su comunità locali e circa 34.000 operatori ambulanti nell’alimentare

È stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale il testo del nuovo decreto del presidente del Consiglio dei ministri con i provvedimenti decisi dal governo per cercare di fermare il nuovo aumento di casi di coronavirus, e che sarà in vigore dal 19 ottobre al 13 novembre. Il Dpcm, come annunciato dal presidente Giuseppe Conte nella serata del 18 ottobre, prevede che i sindaci possano chiudere dopo le 21 vie e piazze dove si possono creare assembramenti, consentendo l’accesso solo ai residenti e a chi vi svolge attività professionali.

Ulteriore stretta anche su bar e ristoranti che possono rimanere aperti dalle 5 alle 24, se il consumo avviene ai tavoli: altrimenti solo fino alle 18, mentre le consegne a domicilio non hanno vincolo di orario.

Il nuovo Dpcm vieta anche le sagre, le fiere locali, ma consente le manifestazioni fieristiche nazionali e internazionali. Sospesi invece i convegni, sia nazionali sia internazionali, salvo quelli telematici. Secondo un'analisi di Coldiretti/Ixè, il provvedimento colpirebbe quasi 3 italiani su 4 (73%) che ogni anno partecipano a eventi enogastronomici e folkloristici organizzati da nord a sud per raccontare le tradizioni italiane. Lo stop alle sagre colpisce le comunità locali e i circa 34mila operatori ambulanti dell’alimentare ma anche gli acquisti degli italiani, che sfruttano questi eventi per rifornire le proprie dispense di prodotti tipici con una spesa complessiva annuale stimabile in 900 milioni.

Coldiretti afferma che il 92% delle produzioni tipiche nazionali nasce nei piccoli borghi italiani con meno di cinquemila abitanti. "Un patrimonio conservato nel tempo dalle imprese agricole con un impegno quotidiano per assicurare la salvaguardia delle colture agricole storiche, la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico e il mantenimento delle tradizioni alimentari".

"Acquistare prodotti a chilometro zero direttamente dai produttori è un segnale di attenzione al territorio, alla tutela dell’ambiente e del paesaggio che ci circonda, ma anche un sostegno all’economia e all’occupazione locale. Il cibo è diventato il vero valore aggiunto di gite e vacanze made in Italy con l’Italia che è leader mondiale incontrastato nel turismo enogastronomico grazie al primato dell’agricoltura più green d’Europa con 306 specialità ad indicazione geografica riconosciute a livello comunitario e 524 vini Dop/Igp, 5155 prodotti", conclude l'associazione.

hef - 14123

EFA News - European Food Agency
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