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CLARA MOSCHINI

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Natale, diga per la tenuta psicologica degli italiani

Rapporto Censis-Confimprese sul valore sociale dei consumi

E' stato diffuso oggi il rapporto Censis-Confimprese "Il valore sociale dei consumi" realizzato con il contributo di Ceetrus, in merito alla tenuta psicologica degli italiani all’indomani delle nuove restrizioni causate dalla pandemia. Secondo l'analisi la metà degli italiani sarebbe disposta ad accettare i rigori della seconda ondata dell’epidemia solo perché è convinta che a breve arriverà una cura risolutiva o il vaccino. Lo dicono soprattutto i residenti del sud (il 55,2%) e gli anziani (il 53,5%). 

A causa della seconda ondata di restrizioni in aggiunta al primo lockdown, si stima per fine anno un crollo dei consumi per un valore complessivo di 229 miliardi di Euro, a cui sarebbe associato un catastrofico taglio potenziale di posti di lavoro, fino a 5 milioni di unità. Nel periodo delle feste natalizie, restrizioni paragonabili al lockdown di primavera farebbero sfumare 25 miliardi di Euro di spesa delle famiglie. "Con il Natale come deadline di tenuta degli italiani, il tracollo dei consumi è da evitare a ogni costo", afferma il rapporto.

Paura e incertezza colpiscono maggiormente le persone con i redditi più bassi: il 60,3% di essi taglia i consumi per risparmiare soldi da utilizzare in caso di necessità. Ma per il 76,9% degli italiani sostenere i consumi è una priorità per il benessere delle persone e per dare un supporto concreto all’economia in questa fase difficile. Per il 15% il lockdown costa troppo, ci vogliono altre soluzioni. Per il 43,3% per garantire il giusto equilibrio tra la tutela della salute e la difesa dell’economia bisognerebbe distinguere il rischio di contagio nei diversi territori, blindando i territori ad alto rischio e allentando la presa sugli altri. Per il 30% la tutela della salute impone lacrime e sangue, quindi è inevitabile la sofferenza economica.

Nell’emergenza si sono accelerati cambiamenti significativi nei comportamenti di consumo degli italiani. Dall’inizio della pandemia, 13 milioni di consumatori hanno sostituito i negozi in cui di solito effettuano gli acquisti alimentari. Nel periodo dell’emergenza il 42,7% ha acquistato online prodotti che prima comprava nei negozi fisici; dopo il Covid il 38% degli italiani afferma che non tornerà alle vecchie abitudini di consumo. 

hef - 14321

EFA News - European Food Agency
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