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CLARA MOSCHINI

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Liguria, proteste per esclusione dal Decreto ristori

Migliaia di aziende della ristorazione non rientrano nei codici Ateco

Dopo l'allarme lanciato dalla Cna, anche Confartigianato Liguria denuncia l'esclusione di una lunga serie di imprese dai beneficiari del decreto ristori. si tratta di aziende del settore ristorazione che non fanno somministrazione e non rientrano nei 53 codici Ateco previsti dal governo. A livello regionale, parliamo di 2.638 tra pizzerie e rosticcerie, di cui 1.520 a Genova, 243 a Imperia, 354 alla Spezia e 521 a Savona. A queste si aggiungono anche le imprese di produzione di gelati e pasticceria fresca, che fanno crescere il totale di altre 161 realtà, di cui 73 a Genova, 25 a Imperia, 37 a Savona e 27 alla Spezia. Escluso anche tutto il settore dell'agroalimentare. 

"La chiusura anticipata colpisce tutta la filiera dell'agroalimentare e, in particolare, i settori delle pizzerie da asporto e rosticcerie, ma anche la produzione di gelati e pasta fresca. Una discriminazione inaccettabile che chiediamo di correggere in sede di conversione del decreto", spiega il segretario di Confartigianato Liguria, Luca Costi. Tra le discriminazioni denunciate, c'è anche quella sulle modalità dei rimborsi. 

"Le imprese che avevano già presentato la domanda per il contributo previsto nel decreto rilancio non dovranno fare alcuna richiesta e beneficeranno del nuovo ristoro attraverso l'accredito sul conto corrente, da parte dell'Agenzia delle entrate, entro il 15 novembre per chi farà la domanda per la prima volta, invece, i tempi slitteranno al 15 dicembre", sottolinea Confartigianato

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EFA News - European Food Agency
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