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CLARA MOSCHINI

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OrtoAmbiente: progetto di ricerca per l'agricoltura sostenibile

Insetti utili, piante trappola e feromoni per la difesa delle colture orticole

Vede i primi mesi di applicazione sul campo il nuovo progetto OrtoAmbiente, nell’ambito del programma di sviluppo rurale 2014–2020, con la partecipazione del centro agricoltura e ambiente, università di Bologna (Distal), Gruppo Agribologna, Dinamica e le 5 aziende agricole partecipanti. Responsabile scientifico è il Prof. Giovanni Burgio, Distal, Alma Mater Studiorum dell'università di Bologna. Al centro della ricerca, in programma fino al prossimo agosto 2022, l’uso di fasce erbose con piante nettarifere, per attrarre insetti utili e la lotta a quelli dannosi, negli ecosistemi aziendali. Premesse del progetto sono: la numerosità e complessità delle colture orticole da "mercato fresco", la rapidità dei loro cicli di produzione, l’impiego di manodopera specializzata, gli attacchi sempre più dannosi dei fitofagi e il conseguente incremento dei costi di produzione. Le coltivazioni oggetto della sperimentazione si trovano fra Bologna e Ferrara.

L’uso di piante trappola mostra un elevato potenziale nella lotta contro i gli insetti dannosi. Le strisce di piante nettarifere costituiscono una tecnica agro ecologica, per fornire nutrimento agli insetti utili e potenziare servizi eco sistemici come la lotta biologica. OrtoAmbiente mira a dimostrare la validità di queste tecniche anche in ambito orticolo, in particolare su colture estensive aziendali, concepite e valorizzate come ecosistemi, massimizzando i risultati positivi e contenendo i possibili danni di applicazioni non mirate e personalizzate. Il progetto prevede anche "trappole a feromoni" e "piante trappola attrattive". Fra le azioni specifiche legate alla realizzazione del piano, anche la "Copertura con tessuto non tessuto agrotessile", in particolare sul cavolo.

Si prevede la riduzione dei prodotti fitosanitari impiegati (dal 20% al 30% fra aziende biologiche e convenzionali); un risparmio idrico compreso fra il 10% e il 30% fra aziende convenzionali e biologiche e un consistente miglioramento della qualità delle acque e del suolo, grazie all’introduzione di fasce erbose. Previsto inoltre un tangibile incremento della resilienza delle aziende agricole coinvolte al cambiamento climatico, così come per le potenziali ulteriori utilizzatrici delle metodiche. Le colture oggetto della ricerca: lattuga; zucchino; cavolo. Le piante nettarifere utilizzate: erba medica; coriandolo; grano saraceno. Le piante trappola: senape; colza; rafano. Gli insetti fitofagi bersaglio del progetto: miridi; afidi; altica. Gli insetti utili studiati: predatori (sirfidi, coccinellidi, cecidomidi, crisopidi) e parassitoidi (braconidi).

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EFA News - European Food Agency
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