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CLARA MOSCHINI

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La Lepre di Genova, il locale che si reinventa

Storie di resilienza ai tempi del covid

È un momento di grande fermento per il settore della ristorazione. A ogni nuovo dpcm anticovid le proteste si moltiplicano. È vero che il lockdown sta infliggendo pesanti perdite al settore: bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi hanno perso 33 miliardi di fatturato su 86 complessivi, un crollo verticale del 38,3%, solo in piccola parte sanata dal decreto ristori. E i consumi fuori casa italiani sono crollati del 48% nel corso del 2020. 

Come spesso accade, però, non sempre il male produce solo altro male. Non tutti, anche in questo settore, lanciano grida disperate e attendono che il governo metta in campo gli aiuti. Oltre a quelli che protestano, ci sono quelli che decidono di andare avanti, anche a costo di cambiare parte del loro lavoro. Un esempio arriva da Genova. La Lepre, in pieno centro storico, noto in tutta Italia come centro della movida, prima delle emergenze da coronavirus apriva alle 18 e chiudeva a notte inoltrata. Il locale è aperto da oltre vent'anni ed è sempre stato un punto di riferimento per i nottambuli a caccia di drink e chiacchiere. Oggi? Piuttosto che non lavorare, ha cambiato gli orari, adattandosi alle direttive governative e, senza tanti piagnistei, cambia anche in parte la sua attività quotidiana.

"Ci siamo adattati. Abbiamo cambiato il nostro modo di lavorare. Apriamo al mezzogiorno e chiudiamo alle 18. Forse ci attrezzeremo per tenere aperto anche alla domenica, che normalmente era il nostro giorno di riposo. Adattiamo il nostro lavoro alle nuove esigenze, pur di continuare a vivere. Probabilmente terremo aperto a mezzogiorno anche in futuro, continueremo così. Lo facciamo per noi ma anche per i nostri clienti, per garantire ancora un po' di socialità in tempi di emergenza", spiega Dario Conti, che gestisce il pub La Lepre. 

Aperto fino alle 18 quando la zona è gialla, con clienti che si siedono dentro e fuori dal locale, si trasforma in puro asporto se la zona scatta arancione, impedendo l'accesso all'interno del locale. "E se le cose cambiano ancora ci inventiamo qualcos'altro. Navighiamo a vista - dice Conti - ma siamo pronti ad affrontare qualsiasi difficoltà, pur di continuare a lavorare".

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EFA News - European Food Agency
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