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CLARA MOSCHINI

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Italiani popolo di poeti, santi e panificatori

Osservatorio di Al.ta Cucina racconta il 2020 visto dai foodies

Al.ta Cucina, mediatech company e community del food, presenta i dati dell'indagine “Il 2020 ai fornelli”, condotta grazie a un osservatorio che raggiunge oltre 4 milioni di appassionati di cucina. 

La prima domanda rivolta alla community è stata: "Se il 2020 fosse un piatto, quale sarebbe" La maggioranza ha paragonato questo strano anno a una porzione di penne, rigorosamente lisce e in bianco, quasi a rappresentare la mancanza di colore e la tristezza che richiama il lungo periodo di costrizioni. Ma il 2020 è stato associato anche a ricette più elaborate come la carbonara con la panna o ancora la pizza Hawaiana, quella con l'ananas, a indicare un immaginario collettivo dove la ricetta tradizionale, quindi la routine quotidiana, viene ufficialmente invasa da ingredienti “poco ortodossi” come succede per questi due piatti che per moltissimi rovinano la resa finale. 

Se il cibo non può più essere convivialità a causa delle restrizioni del lockdown, se non è possibile condividere con amici e parenti una cena al ristorante alla scoperta di piatti ed esperienze nuove, ecco che gli italiani si adattano e il food diventa sinonimo della ricerca di nuove ricette, espressione di creatività, momento in cui scaricare frustrazioni della chiusura forzata. Secondo l’indagine nel 2020 il 53% degli italiani ha scoperto la passione per la cucina. L’aumento del tempo libero ha riportato le persone a far da sé piatti e prodotti che prima venivano acquistati già pronti per un consumo veloce. Sui social hanno spopolato foto di liquori, marmellate, dadi vegetali e tantissimi altri cibi postati sulle bacheche dei neo produttori. Il 14% degli intervistati che non sapeva cucinare affatto prima del 2020 ha iniziato a farlo; ma anche la maggior parte degli appassionati di food (ben il 77%), chef provetti o cuochi alle prime armi, ha comunque speso un tempo maggiore ai fornelli rispetto agli anni passati.

L’indagine conferma un aspetto ormai noto: nel 2020 gli italiani si sono distinti come un popolo di panificatori. Emerge infatti che chi si è cimentato per la prima volta ai fornelli nel 2020 ha pensato di iniziare proprio con la preparazione di una pizza, una focaccia o un lievitato. Solo il 14% vs 86% degli intervistati non ha mai preparato nessuno di questi prodotti. Tra i cibi più cucinati, sul podio troviamo la pizza, che è stata infornata dal 37%. Seguono dolci (32%) e pasta (25%). Fanalino di coda, i piatti light, tra quelli più cucinati dal 6% degli intervistati. Il 31% ha risposto di essere riuscito a rispettare un regime dietetico contro il 69% delle persone che ha totalmente abbandonato sul nascere il tentativo. 

L’indagine evidenzia anche come molti dei principi legati allo spreco alimentare e alla sostenibilità ambientale abbiano fatto parte delle scelte degli italiani in cucina, specialmente durante il primo lockdown. La farina è sia l’ingrediente che non è mai mancato in casa nel 2020, sia la nuova scoperta insieme al lievito madre in base alle risposte ottenute dall’indagine. Moltissimi italiani hanno infatti scoperto che non tutte le farine sono uguali e che ne esiste una con la giusta forza per ogni diversa preparazione. 

hef - 16479

EFA News - European Food Agency
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