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CLARA MOSCHINI

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Agrifood Monitor: il sentiment dei consumatori per l'innovazione in agricoltura

Intervista con Denis Pantini, responsabile agroalimentare di Nomisma

Innovazione, competitività e sostenibilità. L’agricoltura di un futuro dietro l’angolo è racchiusa in queste tre parole. Se ne è parlato durante il quinto Forum Agrifood Monitor organizzato da Nomisma e Crif (Together to the next level) svoltosi in streaming (vedi articolo di EFA News del 17/2/2021).

“L’innovazione è l’unica strada per centrare gli obiettivi previsti dal Farm to Fork – ha dichiarato nel suo intervento Paolo de Castro, che di Nomisma è presidente del Comitato tecnico-scientifico – altrimenti tutti i ragionamenti e gli impegni che si stanno assumendo al riguardo saranno destinati a rimanere solo delle buone intenzioni. Le attuali 7,7 miliardi di persone che popolano il pianeta sono destinate ad aumentare di 2 miliardi da qui al 2050, il che si tradurrà in una maggiore richiesta di cibo calcolata tra un +60/70% rispetto a oggi, tema che si lega a uno sviluppo economico di alcune aree del pianeta. Ma produrre di più, con meno superfici, sarà molto difficile ed è questa la sfida che ci aspetta. Gli obiettivi previsti dal Green Deal non sono solamente di grande interesse, ma presuppongono una strategia e una sfida tutta europea. Se vogliamo rispettare l’impegno di ridurre gradualmente l’impiego di fitofarmaci del 40% aumentando le coltivazioni biologiche non possiamo che passare dall’innovazione. E innovazione si traduce in ricorso alla genomica e alla tecnologia digitale, due pilastri della sostenibilità competitiva”.

Davanti a scenari in continua evoluzione, il ruolo del consumatore diventa sempre più centrale. Per questo Nomisma ha condotto un’indagine che ne ha sondato la percezione rispetto all’innovazione in agricoltura.

Ne abbiamo parlato con Denis Pantini, responsabile agroalimentare di Nomisma, che durante lo streaming ha illustrato i risultati dell’indagine.

Da cosa è nata l’esigenza di questa indagine?

“Volevamo comprendere l’interesse e la percezione del consumatore nei confronti dell’innovazione in agricoltura e l’approccio verso i prodotti agroalimentari derivanti da tecniche innovative”.

Chi ha coinvolto l’indagine e quando è stata realizzata?

“Nel novembre scorso abbiamo effettuato mille interviste coinvolgendo una fetta di popolazione distribuita sull’intero territorio nazionale e in un’età compresa tra i 18 e i 65 anni”.

Qual era il grado di istruzione del panel di intervistati?

“Il 20% possedeva il diploma di licenza media inferiore, il 50% era diplomato e il 27% laureato”.

Quale tipo di rapporto tra innovazione e consumatore è emerso?

“La fotografia scaturita dall’elaborazione delle risposte ha fissato al 46% la quota di persone che preferisce continuare ad acquistare gli stessi prodotti, mentre il 54% è disposto a provare subito un prodotto innovativo, ma solo il 24% ha dichiarato di essere molto interessato al tema dell’innovazione mentre il 69% ha detto di essere abbastanza interessato inoltre, il 77% delle persone intervistate ritiene che l’agricoltura sia uno dei settori più importanti per il futuro dell’umanità”.

Qual è in generale il significato che gli italiani danno alla parola agricoltura?

“I termini raccolti sono stati molti e particolarmente diversificati, ma sicuramente quello che è stato ripetuto più di tutti è cibo”.

Quali altri dati interessanti sono emersi dall’elaborazione della vostra indagine?

“Abbiamo chiesto a ogni intervistato se, potendo scegliere, preferirebbe che i prodotti alimentari acquistati provenissero da aziende tecnologicamente avanzate o tradizionali, quindi con un ridotto uso delle tecnologie. Ebbene, il 34% si è detto propenso a rivolgersi alle prime, mentre il 39% alle seconde e il 27% si è dichiarato indifferente. Abbiamo anche chiesto quali, tra benessere animale, qualità dei prodotti, prezzo, rispetto dell’ambiente, sicurezza dei prodotti e tutela dell’agricoltore rappresentano secondo loro gli aspetti più importanti all’interno delle aziende. Ebbene, per il 48% il benessere animale è al primo posto seguito dalla qualità dei prodotti (45%); prezzo (44%); rispetto per l’ambiente (43%); sicurezza dei prodotti (33%); tutela dell’agricoltore (26%)”.

Il consumatore ha dimostrato di conoscere il significato di innovazione tecnologica in agricoltura?

Non in prima battuta. Infatti, quando abbiamo chiesto a ogni intervistato se era favorevole ad esempio ai robot di mungitura all’interno degli allevamenti o ai sensori per misurare l’umidità e regolare l’utilizzo dell’acqua in base alle reali necessità della pianta senza fornire informazioni più approfondite abbiamo registrato rispettivamente una percentuale favorevole del 49 e del 71%. Dopo aver fornito informazioni più approfondite le percentuali sono salite al 70 e al 84%”.

amo - 17078

EFA News - European Food Agency
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