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CLARA MOSCHINI

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Mafia, mano pesante della Gdf su Gamac Group

Sequestrati alla società, licenziataria di Conad e Todis per la Sicilia, beni per circa 150 milioni di Euro

Il tribunale di Palermo, sezione misure di prevenzione, su richiesta della locale procura della Repubblica, direzione distrettuale antimafia, ha emesso un provvedimento di sequestro patrimoniale nei confronti di Carmelo Lucchese, noto imprenditore operante nel settore della grande distribuzione alimentare, per un valore complessivo di circa 150 milioni di Euro. Oggetto del sequestro è in particolare la società Gamac Group s.r.l., con sede legale a Milano, che gestisce 13 supermercati tra Palermo e provincia (Bagheria, Carini, Bolognetta, San Cipirello e Termini Imerese) a marchio Conad, Conad SuperStore e Todis che, come disposto nel citato provvedimento, viene contestualmente affidata ad un amministratore giudiziario nominato dal tribunale di Palermo, con il compito di garantire la continuità aziendale e mantenere i livelli occupazionali per preservare i diritti dei lavoratori, dei fornitori e della stessa utenza (vedi articolo EFA News del 3-2-21).

Secondo le accuse, Lucchese, pur essendo incensurato, sarebbe da ritenere un imprenditore colluso alla criminalità organizzata, posto che il medesimo, seppure non organicamente inserito nell'organizzazione criminale, ha sempre operato sotto l’ala protettiva di Cosa Nostra. Alla luce delle investigazioni svolte dalle fiamme gialle palermitane, il tribunale ha ritenuto ricorrenti gli elementi per ritenere il proposto un soggetto socialmente pericoloso in quanto appartenente, anche se non partecipe, al sodalizio mafioso, alla luce della vicinanza con esponenti di vertice della consorteria bagherese, grazie alla quale Lucchese è riuscito a: espandersi economicamente nel settore, acquisendo, avvalendosi di interventi di Cosa nostra, ulteriori attività commerciali; scoraggiare la concorrenza anche attraverso atti di danneggiamento; risolvere controversie sorte con alcuni soci, ottenendo in loro pregiudizio la possibilità di rilevare l’impresa contesa e beneficiando peraltro di una dilazione nei pagamenti; evitare il pagamento del “pizzo” nella zona di Bagheria e, contrattare la “messa a posto” con altre articolazioni palermitane di Cosa nostra.

In una logica di reciproco vantaggio, il proposto ha remunerato con ingenti somme gli esponenti mafiosi, assumendo anche loro familiari nei propri punti vendita, quale riconoscimento del loro determinante intervento in momenti cruciali nel percorso di espansione commerciale dell’attività imprenditoriale. Inoltre, le ricostruzioni hanno consentito agli specialisti del G.I.C.O. del nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo di valorizzare anche la disponibilità manifestata da Lucchese alla consorteria mafiosa di Bagheria di un appartamento per dare rifugio a Bernardo Provenzano nell’ultimo periodo della latitanza. Proprio in coincidenza temporale con i più significativi interventi del sodalizio mafioso si è registrata una crescita esponenziale della società, che si è trasformata dall’iniziale impresa familiare in una realtà in forte sviluppo che ha incrementato costantemente il proprio volume d’affari, arrivando a fatturare oltre 80 milioni di Euro nel 2019.

Il tribunale ha disposto il sequestro dell’intera attività imprenditoriale svolta da Lucchese e di tutto il patrimonio nella sua disponibilità. Oltre al sequestro dell’interno compendio aziendale e delle quote sociali della Gamac Group s.r.l., sono stati cautelati e parimenti affidati ad un amministratore giudiziario: 7 immobili di cui una villa in zona Pagliarelli a Palermo; 61 rapporti bancari e 5 polizze assicurative; 16 autovetture, tra cui 2 Porsche Macan.

hef - 17110

EFA News - European Food Agency
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