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CLARA MOSCHINI

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Educazione alimentare, al via progetto Melarossa

Per scuole primarie e medie

La scuola come luogo perfetto per imparare a mangiare. Questo è l’obiettivo del portale di alimentazione Melarossa, che lancia un progetto votato all’educazione alimentare per gli studenti delle scuole primarie e medie, che possono aderire senza alcun costo. Un’iniziativa che coinvolge nutrizionisti, insegnanti e didattica ordinaria, per fornire una risposta pronta a una problematica esistente: l’alimentazione errata dei bambini nei periodi tra infanzia e adolescenza. Una catena che parte dai più piccoli e arriva fino ai genitori e ai nonni, perché non è mai troppo tardi per capire cosa significa “fare le scelte giuste a tavola”.

Il “Progetto Scuola” di Melarossa sta coinvolgendo importanti nutrizionisti del paese, a cominciare dal prof. Luca Piretta, gastroenterologo e nutrizionista, membro del Consiglio direttivo della Sisa (Società Italia di Scienza dell’Alimentazione) e insegnante all’università Campus Biomedico di Roma, che ha supervisionato materiali e dispense per tutte le scuole aderenti. Ma a spiegare a ragazze e ragazzi la piramide alimentare, i principi nutritivi, gli strumenti con i quali confrontarsi e, in generale, l’importanza di mangiare bene per vivere bene, sono i tanti nutrizionisti che hanno già dato adesione al progetto: Maria Cassano, Flavia Matacchiera, Lorenzo Traversetti, Jessica Dovicchi, Monica Nuzzo, Fabiola Benelli, Sofia Russo, Elena Caglioni.

Il mangiar bene inteso come “scelta” e non “rinuncia”, dove la dieta mediterranea ci viene in aiuto sia per diktat nutrizionali che per gusto. Queste sono le basi da dove partire per imparare la giusta educazione alimentare. A dirlo sono gli esperti protagonisti del Progetto Scuola, i nutrizionisti che curano in prima persona lezioni, programmi e incontri. Si comincia con 1.000 alunni delle scuole primarie e medie, in tutta Italia, numero destinato a salire. L’iniziativa è rivolta alle fasce d’età dai 6 ai 14 anni. Una fase molto delicata della vita, che richiede professionisti con esperienza e un linguaggio adeguato. Anche per tale motivo, la scuola è il luogo ideale per parlare di alimentazione. Le lezioni hanno il fine di istruire: far capire ai più piccoli che l’importanza di saper mangiare è indispensabile tanto quanto imparare a scrivere e a leggere.

Uno importante studio, condotto dall’università di Buffalo in collaborazione con l’ateneo di Verona e pubblicato sulla rivista “Obesity”, conferma anche i timori di un trend negativo: il lockdown sta peggiorando lo stato di salute generale dei bambini. In media, nel 2020 (rispetto al 2019) i ragazzi costretti a rimanere a casa hanno consumato un pasto in più al giorno, trascorso addirittura 5 ore di tempo in più davanti a tv, smartphone e pc, e aumentato a dismisura il consumo di bevande zuccherate, carne rossa e il cosiddetto cibo spazzatura. L’attività fisica è calata con una media di 2 ore a settimana. Dati allarmanti, che confermano una volta di più quanto sia importante capire che la salute passa anche e soprattutto da ciò che mangiamo.

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EFA News - European Food Agency
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