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CLARA MOSCHINI

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Covid/2. Senza cig ristorazione a rischio 50mila lavoratori

Fipe e Aigrim chiedono prolungamento della cassa di 13 settimane

Biasoni (Aigrim): “Le aziende di ristorazione a catena, in particolare quelle che operano nel segmento del travel (autostrade stazioni e aeroporti) – stanno soffrendo enormemente della recrudescenza della pandemia.

“Se il Governo non interverrà con una proroga degli ammortizzatori Covid sono a rischio altri 50mila posti di lavoro solo nel settore dei pubblici esercizi”. E' l'allarme di Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi, e della sua associata Aigrim - Associazione delle Imprese di Grande Ristorazione Multilocalizzate, in seguito all’esaurimento degli effetti della Cassa integrazione Covid, scaduta lo scorso 31 dicembre e che, se non prorogata, rischia di generare gravi ripercussioni sulla tenuta occupazionale del settore, a fronte del perdurare delle difficili condizioni sanitarie causate dalla pandemia. 

La richiesta delle associazioni di ulteriori 13 settimane di cassa Covid, riguarda soprattutto quelle attività che più di altre stanno subendo le conseguenze delle limitazioni e dall’incertezza creata dal risalire della curva dei contagi.

In particolare i pubblici esercizi presenti nelle città d’arte, colpiti dalla mancanza di turismo internazionale, alle attività di catering e banqueting, legate a cerimonie ed eventi, alla ristorazione collettiva, penalizzata anche dal massiccio ricorso allo smart working, e quella commerciale, svolta soprattutto lungo gli accessi turistici del Paese: aeroporti, stazioni ferroviarie, aree di servizio autostradali. A queste fattispecie si aggiunge la drammatica situazione delle discoteche e dei locali di intrattenimento ad oggi nuovamente chiuse, e le difficoltà delle sale gioco lecito, pesantemente colpite dalle misure di restrizione.

Le aziende di ristorazione a catena, in particolare quelle che operano nel segmento del travel (autostrade stazioni e aeroporti) – aggiunge Cristian Biasoni, presidente di AIGRIM – stanno soffrendo enormemente della recrudescenza della pandemia. Così come la ristorazione commerciale che beneficiava ampiamente dei flussi turistici. Inoltre, per la ripartenza dello smart working, anche i normali flussi dei pendolari si stanno riducendo notevolmente”.

“La Fipe – conclude il presidente Lino Enrico Stoppani – chiede queste misure urgenti per evitare dolorose iniziative di “legittima difesa” che porterebbero a licenziamenti e a drastiche riduzioni di posti di lavoro, con gli annessi problemi sociali e le prospettive per un settore strategico per l’economia del Paese. È indispensabile, invece, preservare le competenze professionali del settore per consentire la ripresa delle attività in sicurezza quando questa fase critica sarà superata”.

red - 22882

EFA News - European Food Agency
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