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CLARA MOSCHINI

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L'unione innovativa fa il grano buono/1

Assosementi e Compag si uniscono ad Aidepi, Italmopa, Alleanza coop, Cia, Confagricoltura e Copagri

Riunita metà di tutta l’agroindustria italiana, per un valore di circa 61 miliardi di euro

In un paese dove ci divide su tutto fa notizia la crescita di un blocco robusto di imprese costruito per perseguire un obiettivo precompetitivo, col l'aspirazione a rappresentare un vero interesse nazionale.

Parliamo del protocollo di intesa per migliorare il grano duro italiano siglato a dicembre scorso da Aidepi - Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane, Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri – Confederazione Produttori Agricoli e Italmopa - Associazione Industriali Mugnai d’Italia, che oggi si si rafforza con l'adesione di Assosementi (industria sementiera), e di Compag, la Federazione Nazionale Commercianti di Prodotti per l'Agricoltura che rappresenta, tra gli altri, i centri di stoccaggio e commercializzazione dei cereali. In più, si aggiunge la consulenza strategica di un ente terzo di ricerca, l'Università della Tuscia.

L'annuncio è stato dato in una conferenza stampa che ha visto gli interventi di Paolo Barilla, Presidente Aidepi, Giorgio Mercuri, Presidente Alleanza cooperative agroalimentari, Franco Brazzabeni, Assosementi, Fabio Manara, Presidente Compag, Massimiliano Giansanti, Presidente Confagricoltura, Franco Verrascina, Presidente Copagri, Cosimo De Sortis, Presidente Italmopa, e Giuseppe Scarascia Mugnozza, Università della Tuscia.

Con le adesioni di Assosementi e Compag, la filiera viene così rappresentata in tutte le sue fasi, dal seme di grano al pacco di pasta.

I firmatari rappresentano complessivamente poco meno della metà di tutta l’agroindustria italiana, per un valore di circa 61 miliardi di euro: per quanto riguarda il mercato delle sementi, circa 149 aziende e un valore di 700 milioni di Euro; per il mondo agricolo, parliamo di oltre 3 milioni di associati che gravitano nel settore agricolo, 1,1 milioni di imprese agricole e 5mila cooperative agroalimentari distribuite su tutto il territorio nazionale; 270 centri di stoccaggio e raccolta dei cereali, per un controvalore di 740 milioni di Euro; per il comparto molitorio, oltre l’80% della capacità totale di trasformazione del frumento in Italia con un fatturato di 1,7 miliardi di Euro nel comparto della trasformazione del frumento duro; per l’industria della pasta, l’80% di un settore storico che conta 100 imprese, dà lavoro in Italia a 7.500 addetti e genera 4,7 miliardi di Euro.

La collaborazione triennale con l’Università della Tuscia prevede fasi e ambiti di lavoro che verranno portate avanti dal Dipartimento per l’Innovazione nei sistemi biologici, agroalimentari e forestali dell’Università: la mappatura quali-quantitativa degli areali di produzione del grano duro su tutto il territorio nazionale; lo sviluppo di disciplinari per la coltivazione sostenibile e lo stoccaggio di grano duro di qualità; uno screening degli accordi di filiera già esistenti e la definizione, assieme ai firmatari del protocollo, di contratti-quadro tra agricoltori, stoccatori, mulini, industrie e retailers per una migliore distribuzione del valore aggiunto lungo tutta la filiera delle produzioni di qualità nella filiera della pasta. Non ultimo, l’incarico di migliorare le stime dei costi di produzione del grano duro per le principali tre macroaree: Nord, Centro e Sud Italia.



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