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CLARA MOSCHINI

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Alto Adriatico: vongole addio?

Fatturato crolla da 120 mln euro a 13 mln, oltre 500 famiglie in difficoltà

Secondo i pescatori, granchio blu marginale nella crisi, pesano di più inquinamento e cambiamento climatico.

Nell'Alto Adriatico, le vongole sono una specie in estinzione e, con loro, vanno a morire anche le imprese che le commerciano. I numeri sono impietosi: circa 700 partite Iva cessate, fatturato crollato da 120 milioni di euro a poco più di 13 milioni, oltre 500 famiglie in grave difficoltà economica.

A riferirlo è un'inchiesta del Sole 24 Ore, che riporta i commenti dell'Associazione Generale Cooperative Italiane (Agci) del Veneto: le imprese del settore sono inattive da oltre 15 mesi, mentre le recenti semine di vongole si sono rivelate un fallimento. L'ipotesi più accreditata intorno al disastro riguarda la presenza in mare di sostanze inquinanti - pesticidi e metalli pesanti - che verosimilmente gli enti preposti non sono in grado di monitorare.

Si è molto parlato, negli ultimi tre anni dei danni provocati dalla proliferazione del granchio blu, tuttavia, secondo il responsabile di Agci Veneto Gianni Stival, la specie alloctona "è responsabile al 20% del problema". Non va trascurata l'entrata in scena di un altro parassita, la noce di mare, ma in ogni caso "la vera emergenza è l’inquinamento", sostiene Stival.

"Nel nostro bacino sfociano importanti fiumi del Nord: dal Po al Tagliamento, dall’Adige al Livenza", spiega il responsabile di Agci Veneto. "Il cambiamento climatico ha impattato in diversi modi. Da un lato con le alluvioni è aumentata a dismisura la quantità di fango e detriti sversati in mare. Dall’altro la temperatura del mare si è alzata in modo incredibile. La scorsa estate la temperatura dell’Adriatico d’estate era di 30 gradi in superficie e di 28 in profondità. Una cosa mai accaduta”.

Un disastro ecologico che avrebbe portato alla distruzione dell'habitat naturale dei molluschi marini. "Di fatto la nostra cooperativa che in media pescava 4 quintali di vongole l’ora adesso ha l’attività quasi azzerata", aggiunge Stival, che, in conclusione, lamenta l'impossibilità di riconvertire le draghe idrauliche utilizzate per vongole per altri tipi di pesca.

Nel frattempo, l'emergenza è stata oggetto di discussione in un confronto istituzionale svoltosi presso la cooperativa Pescatori di Pila (Rovigo). All'incontro hanno preso parte, tra gli altri gli assessori regionali veneti Dario Bond (Pesca) e Valeria Mantovan (Lavoro), il commissario straordinario per il granchio blu Enrico Caterino, assieme ai rappresentanti delle cooperative e delle associazioni di categoria e ai tecnici regionali.

Il confronto ha portato alla luce alcune delle principali difficoltà strutturali: insabbiamento delle bocche di porto, vivificazione delle lagune e granchio blu. Un video ha mostrato pescherecci incagliati, fondali ridotti, imbarcazioni costrette a essere trainate con il pescato a bordo. Le associazioni di categoria hanno lamentato il taglio del 63% dei fondi europei destinati alla pesca.

L'assessore Bond ha auspicato una "programmazione condivisa", annunciando una deroga sulle concessioni demaniali, che sarà formalizzata con una delibera di giunta regionale in tempi rapidi, assieme alla convocazione di un tavolo tecnico urgente e permanente, avente ad oggetto in particolare i problemi delle bocche di porto e della vivificazione delle lagune. Da parte sua, l'assessore Mantovan ha suggerito, tra le soluzioni, l'acquisto di una draga e la creazione di un consorzio per la gestione programmata degli interventi.

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