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CLARA MOSCHINI

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Francesi popolo di mangiauova?

Record di consumo nel 2025 con 237 uova pro capite

Francia paese di "mangiauova"? Sembra di sì, almeno a guardare le ultime proiezioni del Cnpo, il Comité national pour la promotion de l'Œuf secondo cui il consumo totale di uova in Francia raggiungerà in media 269 uova pro capite nel 2035. Intanto, nel 2025, ogni residente francese ha consumato in media 237 uova, sia in guscio che come ovoprodotti trasformati, rispetto alle 227 uova del 2024. 

Tra il 2024 e il 2025 la domanda di uova è aumentata del 5% mentre tra il 2023 e il 2025 nei negozi, i consumatori francesi hanno aumentato del 14% i loro acquisti di uova francesi e ogni secondo vengono vendute circa 230 uova. E, secondo le proiezioni dell'istituto tecnico francese ITAVI, la domanda continuerà a crescere, con stime di 269 uova pro capite all'anno entro il 2035, di cui il 70% in guscio. 

Insomma, la Francia ha consumato un numero record di uova nel 2025, spinta dalla loro convenienza in un contesto di incertezza economica. E la tendenza è destinata a continuare, spingendo i produttori a costruire più pollai. Secondo il Cnpo, per tenere il passo con questa crescita spettacolare e rispondere al mercato in modo totalmente francese, il settore ha rivisto al rialzo i propri obiettivi. 

Ora punta a costruire 575 nuovi allevamenti entro il 2035 (rispetto ai 300 inizialmente previsti per il 2030) per ospitare altri 10 milioni di galline ovaiole. Sono già stati registrati oltre 220 progetti di costruzione. Diciotto sono stati completati entro il 2025, per un totale di 200 milioni di uova in più all'anno, e altri 40 sono previsti a partire dal 2026, per un totale di 375 milioni di uova in più all'anno.

Per accelerare la transizione, dato che il tasso di autosufficienza è sceso al 95,8% nel 2025 dal 99,4% nel 2024, con un aumento della produzione di solo lo 0,8% nello stesso periodo, il Cnpo chiede il sostegno di autorità pubbliche, banche, distributori, produttori, ristoratori e cittadini. Il settore, già allineato alle aspettative dei consumatori, rappresenta un'eccezione in Europa, con oltre la metà delle sue galline allevate all'aperto, e rimane impegnato a proseguire la transizione verso l'allevamento senza gabbie. 

Oggi, sottolinea il Cnpo transalpino, il 77% delle galline viene allevato a terra, all'aperto, secondo gli standard Label Rouge o biologici, e il settore punta a raggiungere il 90% entro il 2030. Per questo, l'organizzazione "invita le autorità pubbliche a semplificare e accelerare le procedure amministrative: chiede, inoltre, loro di contrastare la concorrenza sleale valutando l'attuazione di nuove norme e regolamenti a livello europeo e applicando clausole speculari alle importazioni internazionali". 

"Nel 2020 la domanda è aumentata vertiginosamente, dato che le persone sono rimaste a casa durante la pandemia di covid-19. Ci saremmo aspettati un calo, ma non è successo e ha continuato a crescere costantemente", ha dichiarato Emily Mayer della società di ricerche di mercato Circana. 

La forte domanda ha spinto i prezzi all'ingrosso delle uova a salire di circa il 20% nell'ultimo anno, secondo i dati pubblicati dall'ufficio agricolo FranceAgriMer. I prezzi al dettaglio delle uova in guscio nei supermercati sono rimasti relativamente stabili, grazie a un meccanismo governativo che collega i prezzi dei prodotti alimentari ai costi sostenuti dagli agricoltori. 
 
Fc - 57513

EFA News - European Food Agency
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