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CLARA MOSCHINI

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Filiera vitivinicola: in crescita Doc e Docg

Secondo i dati di Valoritalia, il settore enologico italiano resiste alle tensioni di mercato

Nel 2025 la filiera vitivinicola italiana certificata ha confermato una sostanziale tenuta dei volumi, mantenendosi su livelli superiori a quelli pre-Covid, nonostante un contesto di mercato particolarmente complesso e una domanda globale ancora debole. È quanto emerge dai dati elaborati e aggiornati al 31 dicembre 2025 da Valoritalia, il principale Ente di Certificazione della filiera vitivinicola che da solo controlla oltre il 60% dei volumi di produzione e imbottigliamento di tutte le Denominazioni di Origine italiane.

Il 2025 segna una fase di consolidamento per la filiera vitivinicola di qualità: dopo anni di forte crescita post-pandemica, il settore attraversa una fase di assestamento, caratterizzata tanto da una contrazione contenuta dei volumi, quanto da un rafforzamento delle produzioni a maggiore valore aggiunto.

In sostanza, rispetto al 2024 gli imbottigliamenti complessivi hanno registrato una flessione contenuta, pari al 2,1%, che riflette un fisiologico assestamento del mercato più che un’inversione strutturale di tendenza. In questo quadro i dati mettono tuttavia in luce alcune peculiarità della filiera e degli andamenti del mercato: in primo luogo evidenziano la performance positiva dei vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (Docg) e dei vini Doc, che mostrano una crescita dell’1% sia su base annua che rispetto alla media dell’ultimo triennio. Un dato che conferma il rafforzamento del posizionamento qualitativo della produzione nazionale.

Viceversa, i vini a Indicazione Geografica Tipica (Igt), che rappresentano la base della piramide qualitativa, hanno registrato una contrazione significativa del 12% 2024 e del 10% sulla media del precedente triennio.

In secondo luogo, performance discordanti emergono considerando le differenti tipologie di vino: crescono ancora gli spumanti (+1%), i vini rosati (+5,7%) e i vini bianchi fermi (+2,7%). Viceversa, i vini rossi evidenziano un significativo calo, superiore al 13%. Una dicotomia di prestazioni in linea con l’evoluzione delle preferenze nei consumi a livello nazionale e internazionale che da alcuni anni premiano vini bianchi e spumanti a discapito dei rossi. Infine, i dati mettono in luce una rilevante differenziazione nelle performance delle Denominazioni di Origine legata ai volumi di prodotto commercializzato.

L’insieme delle micro-denominazioni, cioè quelle che nel 2025 hanno registrato imbottigliamenti inferiori ai 10 mila ettolitri, le quali rappresentano ben il 70% delle 219 denominazioni certificate da Valoritalia ma solo il 2% dell’imbottigliato complessivo. Questo segmento ha fatto registrare una perdita del 7,2%, ben superiore alla media del comparto, mentre le 13 piccole denominazioni comprese tra 10 e 20 mila ettolitri di imbottigliato (il 6% delle DO e il 2% dei volumi totali) hanno mostrato una crescita del 3%. Le 19 medio piccole denominazioni con volumi compresi tra 20 e 50 mila ettolitri hanno anch’esse subito una perdita del 4,7%, mentre le 20 denominazioni medio grandi comprese tra 50 e 150 mila ettolitri hanno registrato una crescita del 4%. Infine, le 14 grandi denominazioni con volumi superiori a 150 mila ettolitri hanno fatto registrare una perdita del 2,7%. In definitiva, ciò che emerge da questi dati è la debolezza strutturale delle micro-denominazioni, che trovano molte difficoltà nel rispondere efficacemente alle oscillazioni del mercato.

Dal punto di vista strutturale, i dati del 2025 confermano la forte frammentazione produttiva del comparto: oltre il 75% degli imbottigliatori certificati da Valoritalia ha commercializzato meno di 65 mila bottiglie, mentre solo 171 imprese (il 3,2% del totale) hanno imbottigliato oltre 1,3 milioni di bottiglie. Infine, nonostante il numero elevato di imprese imbottigliatrici censito, il livello di concentrazione del settore appare rilevante: infatti, nel 2025, i primi cinque operatori imbottigliano il 18% dei volumi totali e rappresentano lo 0,1% del totale su base numerica.

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