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CLARA MOSCHINI

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Fermo pesca 2025: al via le domande

Fino al 30 giugno sarà possibile richiedere le indennità per sospensione del lavoro

Si apre a mezzogiorno di oggi, 21 maggio 2026, la finestra per presentare le domande Fermo Pesca 2025. Le imprese di pesca marittima i cui dipendenti sono interessati a ricevere l’indennità giornaliera dovranno utilizzare il solo portale "Fermo Pesca" per inoltrare le istanze entro il termine ultimo delle ore 23:59 del 30 giugno 2026.

Secondo quanto disposto dal decreto interministeriale 19 maggio 2026 n. 1603, per l’anno 2025 è riconosciuta ai dipendenti delle imprese di pesca marittima una indennità giornaliera omnicomprensiva fino a un importo massimo di 30 euro in caso di sospensione dal lavoro derivante da misure di arresto temporaneo obbligatorio e non obbligatorio. Sarà necessario presentare una singola istanza per ciascuna unità di pesca presente in azienda secondo l’iter illustrato nel focus on dedicato del sito del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

La procedura è stata avviata a seguito del perfezionamento dell’iter del decreto interministeriale a firma dei ministeri del Lavoro e delle Politiche Sociali, dell’Economia e delle Finanze e dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare. Il provvedimento è stato contestualmente inoltrato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali agli organi di controllo per le verifiche di competenza e sarà pubblicato solo a seguito dell’acquisizione dei visti da parte degli organi di controllo.

Secondo il presidente dell’Unci AgroAlimentare Gennaro Scognamiglio, il decreto sul Fermo Pesca rappresenta "una boccata di ossigeno per i pescatori e le loro famiglie, che ormai da anni vivono una situazione delicata e complessa, a seguito dei numerosi problemi strutturali e congiunturali del comparto e delle limitazioni imposte, anche a causa delle politiche di Bruxelles eccessivamente restrittive".

"La categoria", ha proseguito Scognamiglio, "si è comunque sempre dimostrata disponibile al confronto istituzionale e a recepire tutte le misure per garantire la sostenibilità ambientale, la tutela del patrimonio ittico e della biodiversità marina, considerando il mare una straordinaria meraviglia naturale e un bene prezioso in sé e per il futuro delle attività. Al contempo si è evidenziata la necessità di tenere in conto il ruolo svolto dalla pesca per l’intera filiera alimentare, assicurando un livello di sussistenza a tutti gli operatori e alle comunità costiere che vivono della pesca, ma il dialogo con l’Ue è stato spesso problematico".

"Il metodo partecipativo adottato invece dal governo nazionale si è rivelato proficuo, perché sono state riconosciute e poste al centro dell’attenzione le giuste istanze degli addetti. Il decreto interministeriale promosso dal sottosegretario La Pietra e dal ministro Lollobrigida di intesa con i vertici degli altri ministeri rappresenta un ristoro per i lavoratori”, conclude il presidente di Unci Agroalimentare.

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EFA News - European Food Agency
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