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CLARA MOSCHINI

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Libri. Il rilancio del Trebbiano

Il saggio di Giovanni Solaroli ne mette in luce storia, qualità e universalità

Per decenni il Trebbiano è stato sinonimo di vino anonimo, di bottiglie senza carattere, di potenziale sprecato. Ma è davvero così? O forse abbiamo semplicemente smesso di guardare? Questo libro parte da una domanda semplice: e se i trebbiani - al plurale - fossero in realtà tra i più interessanti vitigni bianchi italiani? E se la loro cattiva reputazione dipendesse non dalla genetica, ma dalle scelte enologiche sbagliate degli ultimi cinquant’anni? Nel suo saggio "Trebbiano. Una storia universale" (Il Ponte Vecchio, 2026, pp. 208), Giovanni Solaroli riabilita un vino particolarmente sottovalutato.

Attraverso un viaggio tra Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Lazio, Umbria e Veneto l’autore ricostruisce la vera identità di questi vitigni: la loro storia millenaria, le differenze tra i vari biotipi, le zone vocate, i produttori che stanno dimostrando cosa può diventare un trebbiano quando viene trattato con rispetto. Non pago del risultato, l’autore ha inseguito il trebbiano attraverso le emigrazioni degli italiani trovandolo persino in Uruguay, Argentina, Francia e Australia. Questo libro è un’indagine necessaria su uno dei grandi incompresi del vino italiano.

Secondo Solaroli, il Trebbiano è un vitigno universale, che non si impone sui territori ma, piuttosto, vi si adatta e li riflette. L'autore ha così realizzato un libro che valorizza questo vino, illustrandone i risvolti scientifici e storici e suggerendo gli abbinamenti gastronomici più efficaci.

Nella visione di Solaroli, il Trebbiano non va visto come un unico vitigno "neutro", ma come una famiglia di varietà e interpretazioni profondamente legate ai territori. L'autore include il Lazio tra le regioni chiave del suo viaggio proprio per mostrare come il Trebbiano possa esprimere caratteristiche molto diverse a seconda delle zone e delle pratiche produttive.

La cattiva reputazione del Trebbiano non è legata alla genetica o alla qualità ma alla sua identificazione con produzioni abbondanti e vini poco caratterizzati, ma questo dipenderebbe soprattutto da scelte agronomiche ed enologiche. In definitiva, il Trebbiano è un vino da rivalutare proprio per la sua dimensione internazionale, che, in qualche modo, tiene alta la bandiera del Made in Italy vitivinicolo nel mondo.

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EFA News - European Food Agency
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