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CLARA MOSCHINI

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Pulizia dei mari: pescatori risorsa, non problema

Federpesca trae un bilancio dell'attività di Life Dream nella rimozione della plastica nei fondali

Il settore della pesca si conferma attore attivo nell'economia circolare e nella rimozione dei rifiuti marini. E' quanto emerso durante la conferenza conclusiva del progetto europeo Life Dream (Deep Reef Restoration and Litter Removal in the Mediterranean Sea), tenutasi oggi al Porto di Forio, nell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno.

L’evento, promosso dal Cnr-Ismar con il supporto di Federpesca e dell’Amp Regno di Nettuno, ha tracciato un bilancio dei risultati raggiunti in cinque anni di attività nel Mediterraneo, valorizzando il contributo dei pescatori nell’Adriatico meridionale e nel Golfo di Napoli.

Attivo dal 2021 al 2026, il progetto Life Dream, finanziato dal programma Life Nature & Biodiversity dell’Unione Europea e ha coinvolto Italia, Spagna e Grecia con l’obiettivo di proteggere e ripristinare le barriere coralline profonde del Mediterraneo, rimuovere la marine litter dai fondali e sviluppare modelli innovativi di economia circolare. In Italia, le aree pilota hanno riguardato il Golfo di Napoli e il Sud Adriatico. 44 pescherecci a strascico coinvolti hanno raccolto oltre 1500 kg di rifiuti marini (plastica per la metà).

Come spiegato dal direttore generale di Federpesca Francesca Biondo, “quando si parla di marine litter, i pescatori vengono spesso evocati come parte del problema. Life Dream ci ha fornito i dati per raccontare una storia diversa”.

“I pescatori non sono il problema, sono parte della soluzione", ha proseguito Biondo, "con il progetto Life Dream abbiamo dimostrato che il settore della pesca professionale, e in particolare i tanto vituperati pescherecci a strascico, sono in grado di svolgere un ruolo di pubblico interesse per la tutela del mare, andando ben oltre la propria attività produttiva. I nostri pescatori escono in mare ogni giorno e hanno a cuore la salute di quei fondali: raccogliere i rifiuti accidentalmente pescati è una scelta di responsabilità che siamo pronti a sostenere e strutturare”.

Durante il dibattito, si è fatto il punto sull'attuazione della Legge Salvamare (L. 60/2022). A riguardo Federpesca ha sollecitato l’emanazione dei decreti attuativi ancora mancanti, ricevendo l’impegno da parte del Mase per una loro adozione entro l’autunno 2026. “L’adozione dei decreti attuativi potrà dare finalmente agli enti locali gli strumenti per gestire i rifiuti accidentalmente pescati e riconoscere ai pescatori il valore del servizio che rendono alla collettività. In quest’ottica anche l’impegno assunto dal sottosegretario La Pietra di riconoscere strumenti specifici per i pescatori delle isole minori rappresenta un ulteriore passo nella direzione del riconoscimento del ruolo fondamentale che i pescatori hanno per le comunità costiere in cui operano”, ha concluso Biondo.

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EFA News - European Food Agency
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