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CLARA MOSCHINI

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Spirits: export 2025 ammonta a 1,7 mld di euro

Nuove sfide per superare il rallentamento del commercio mondiale

Attualmente, il mercato delle bevande spiritose si trova in una situazione particolarmente complessa, contraddistinta da nuove tendenze di consumo, una domanda interna debole, tensioni geopolitiche e commerciali che causano incertezza per i mercati internazionali. Nonostante il rallentamento del commercio mondiale, secondo gli studi realizzati da Nomisma e dall’Osservatorio Distillati di Format Research, presentati oggi in occasione dell’80ª Assemblea Annuale di AssoDistil, le bevande spiritose italiane dimostrano un forte orientamento internazionale con un export che nel 2025 ha raggiunto 1,7 miliardi di euro, in crescita del 33,7% rispetto al 2019 ma con un calo del -5% rispetto al 2024. In questo contesto di competitività, è necessario puntare sulla diversificazione geografica dell’export e sull’innovazione dell’offerta attraverso nuove tendenze di consumo e il rafforzamento della presenza nei mercati a maggiore potenziale di crescita.

Nonostante la prudenza e la selettività dei consumatori, i quali privilegiano acquisti consapevoli e orientati alla qualità, le imprese del comparto mostrano una buona capacità di tenuta: secondo l’Osservatorio Distillati di Format Research, gli indicatori economici delle aziende del settore continuano infatti a collocarsi su livelli superiori alla media nazionale, confermando una sostanziale stabilità anche nelle prospettive per il 2026.

Nel 2025, per il consumo di Spirits i dati registrano circa 125 milioni di litri venduti e se messi a confronto con i dati del 2019, presentano una flessione del 10%. I liquori sono la categoria più importante del mercato nazionale con il 52% dei consumi complessivi, seguiti da rum (11%), grappa (10%), vodka (8%) e gin (7%). Anche se è avvenuta una riduzione dei volumi, gli italiani continuano a consumare Spirits, ma in modo diverso rispetto al passato, si consolida il paradigma del “better, not more”: il 52% dichiara di uscire meno per pranzi e cene fuori casa ma, quando lo fa, sceglie esperienze di maggiore qualità.

La spinta verso l’innovazione e l’internazionalizzazione emerge con forza anche dalle aspettative delle imprese: secondo Format Research, oltre il 75% delle aziende guarda con fiducia ai prossimi cinque anni, poiché il 32,2% individua nei nuovi prodotti la principale direttrice di sviluppo, mentre il 30% punta sull’apertura verso nuovi mercati come condizione fondamentale per agganciare un nuovo ciclo espansivo. Inoltre, cresce anche l’attenzione verso digitalizzazione, automazione dei processi e sostenibilità, considerate leve sempre più importanti per rafforzare la competitività delle imprese nel medio-lungo periodo.

Antonio Emaldi, Presidente di AssoDistil, dichiara: “La fase che il settore sta attraversando richiede visione strategica e politiche capaci di sostenere la competitività delle nostre imprese. Le bevande spiritose italiane rappresentano un patrimonio economico, produttivo e culturale che continua a essere apprezzato nel mondo. I dati confermano che le aziende continuano a investire, innovare e guardare al futuro con fiducia, nonostante un contesto internazionale complesso. Oggi più che mai è necessario accompagnare il comparto nelle sfide poste dal cambiamento dei consumi, dalle nuove normative e dall’instabilità dei mercati internazionali. Al tempo stesso dobbiamo cogliere le opportunità offerte dall’innovazione di prodotto, dalla mixology, dalle proposte a basso contenuto alcolico e dall’apertura verso nuovi mercati esteri. Qualità, innovazione e valorizzazione delle nostre produzioni identitarie restano le leve fondamentali per sostenere la crescita del settore e rafforzare il ruolo del Made in Italy nel mondo.”

sav - 60990

EFA News - European Food Agency
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