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CLARA MOSCHINI

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Bayer vola in borsa: i giudici Usa le danno ragione sul caso Roundup

Il titolo chiude con un rialzo stellare del 18% per notizia sulla controversia sull'erbicida

Bayer vola alla borsa di Francoforte e, con un rush finale degno del miglior Tadej Pogacar, chiude l'ottava odierna in rialzo del 18,7%. Tanto entusiasmo arriva in scia alla notizia che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato il verdetto di una giuria che aveva riconosciuto un risarcimento di 1,25 milioni di dollari a un cittadino del Missouri che aveva additato l'erbicida Roundup del colosso tedesco come la causa del linfoma non Hodgkin di cui soffriva. 

Bayer, in un comunicato, definisce "storica" questa sentenza a favore di Monsanto - che è di Bayer dal 2018 quando e stato dato l'ok alla fusione (leggi notizia EFA News) - approvata con una maggioranza di 7 a 2 nel caso Durnell-Roundup. I giudici, con la decisione odierna, hanno confermato "che il Federal Insecticide, Fungicide, and Rodenticide Act (FIFRA) preclude espressamente le richieste di risarcimento per omessa avvertenza basate sulle leggi statali quando l'Agenzia per la protezione dell'ambiente degli Stati Uniti (EPA) ha espresso una valutazione definitiva sulla sicurezza del prodotto".

In parole povere, secondo quanto riporta la sentenza, i consumatori non possono citare in giudizio un colosso come Bayer per mancanza di un'avvertenza sul rischio di cancro: questo perché le autorità di regolamentazione federali hanno concluso che tale avvertenza non era necessaria. "La richiesta di risarcimento di Durnell basata sulla legge statale per omessa segnalazione - scrivono i giudici nella sentenza - richiederebbe un avviso di cancro sull'etichetta del Roundup, un requisito aggiuntivo e diverso rispetto all'etichetta richiesta dall'EPA ai sensi del FIFRA. Il FIFRA esclude quindi espressamente la richiesta di risarcimento di Durnell".

La decisione nel caso Durnell dovrebbe comportare l'archiviazione delle attuali richieste di risarcimento basate sulla carenza di avvertenze e precludere future richieste fondate sulle teorie di violazione dell'obbligo di avviso statale, che costituiscono la stragrande maggioranza delle azioni legali intentate finora nella controversia.

La decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti, spiega il comunicato ufficiale appena emesso da Leverkusen,  "è positiva per la scienza, per gli agricoltori e per le industrie che dipendono dalla chiarezza normativa per l'innovazione". Dovrebbe aiutare a contenere in modo significativo il contenzioso Roundup "dopo quasi un decennio di battaglie legali". 

La sentenza, aggiunge la nota, "dovrebbe portare al rigetto delle attuali richieste di risarcimento basate sulla mancanza di avvertenze e precludere future cause per omessa informazione (failure-to-warn)".

Monsanto, prosegue il comunicato, "continuerà a perseguire l'approvazione finale dell'accordo collettivo (class settlement) e altri elementi della sua strategia multidirezionale per arginare i contenziosi legati a Roundup. L'azienda sta ancora esaminando la sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti e fornirà a breve una dichiarazione più completa". L'azienda, in sostanza, sta cercando di convincere gli utilizzatori del Roundup ad aderire a una proposta di accordo transattivo collettivo da 7,25 miliardi di dollari. La nuova sentenza contribuisce a porre fine a un decennio di cause legali che sono costate all'azienda oltre 10 miliardi di dollari. 

Questa decisione, aggiunge la nota di Bayer e Monsanto "che riflette un forte sostegno in tutto lo spettro ideologico della Corte, contribuisce a contenere in modo significativo i contenziosi relativi al Roundup. Il glifosato rimane lo strumento di protezione delle colture più studiato al mondo e questa decisione conferma che la valutazione di sicurezza dell'EPA è la legge dello Stato, garantendo che le aziende non possano essere punite in base a un mosaico di leggi statali sulla responsabilità civile per essersi adeguate ai requisiti federali di etichettatura".

"Questa decisione è positiva per gli agricoltori americani che aiutano a nutrire il mondo. Fornisce la chiarezza normativa necessaria agli innovatori come noi per sviluppare gli strumenti agricoli che garantiscono un approvvigionamento alimentare a prezzi accessibili - ha dichiarato il ceo di Bayer, Bill Anderson - Questo contenzioso comporta costi enormi per l'azienda e ha influenzato la fiducia del pubblico. La decisione porta una giustizia attesa da tempo su un problema che avrebbe dovuto essere chiarito molto prima. È ora di lasciarselo alle spalle. Rafforzati da questa sentenza, continuiamo a perseguire la nostra strategia di contenimento a più livelli, che include l'accordo transattivo collettivo precedentemente annunciato". 

Fc - 61268

EFA News - European Food Agency
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