Prezzo latte: volano gli stracci tra Latte Sano e Coldiretti
Il sindacato vuole più soldi e ha bloccato l'intesa sul prezzo nel Lazio già raggiunta
Alta tensione tra i produttori di latte nel Lazio. Fattoria Latte Sano rivendica il suo ruolo nel raggiungimento dell'intesa sul prezzo per il secondo semestre 2026, poi andata a monte a seguito del diniego di Coldiretti Lazio. La riunione indetta con i presidenti delle Cooperative produttori latte per la determinazione del prezzo per il secondo semestre 2026 aveva raggiunto un accordo sul prezzo, in rialzo rispetto al trimestre precedente e con un valore medio dall’inizio dell’anno superiore alla media nazionale.
"Il tavolo, riunito nel pieno rispetto delle previsioni contrattuali e della normativa sulla contrattazione e definizione del prezzo anticipatamente alle forniture di periodo, aveva analizzato in modo approfondito l’andamento del mercato, i costi degli input produttivi e le dinamiche della filiera regionale. L’intesa raggiunta rappresentava quindi un passo concreto verso la stabilità della filiera, la sostenibilità economica delle aziende agricole e la continuità produttiva dell’intero comparto lattiero caseario regionale, ed era stata accolta favorevolmente da tutti i presidenti delle Cooperative", si legge in una nota di Latte Sano.
Tuttavia, poco prima della conclusione della riunione, è circolato un comunicato del presidente di Coldiretti Lazio David Granieri, che ha indotto i presidenti delle Cooperative a procrastinare la sottoscrizione dell’accordo. "Nel Lazio", aveva dichiarato Granieri, "il prezzo del latte alla stalla non può fermarsi al riferimento base definito per il Nord Italia, ma deve tenere conto del differenziale territoriale di almeno 2 centesimi al litro. Un valore legato ai maggiori costi di produzione sostenuti dagli allevatori laziali, dovuti ai diversi fattori produttivi, alla logistica, alla stagionalità e alle specificità del mercato regionale".
"Appare evidente", prosegue Latte Sano nella sua nota, "che Coldiretti Lazio sostenga una narrazione errata, secondo cui l’accordo istituzionale nazionale sarebbe riferito esclusivamente al Nord Italia e costituirebbe solo un 'riferimento base' per il Lazio, cioè una cifra di partenza su cui poi andare a calcolare un prezzo finito superiore esclusivamente per la nostra regione".
Tale affermazione, tuttavia, secondo Latte Sano è "infondata", in quanto l’accordo nazionale istituzionale è nazionale e non è vincolante per trasformatori e produttori, che possono liberamente aderirvi o meno. "La prova è nei fatti: nei primi mesi dell’anno solo pochissime aziende, tra cui Fattoria Latte Sano, hanno scelto di aderirvi, e i dati Ismea confermano che chi vi ha aderito ha sostenuto un prezzo medio superiore di oltre il 10% rispetto al valore medio di mercato", sottolinea l'azienda romana.
Appare inoltre almeno “improprio”, il riferimento – più volte evocato da Coldiretti Lazio– alla presunta sottoscrizione da parte della Centrale del Latte di Roma di un accordo sul prezzo unico regionale: "lo stesso presidente della Centrale ha chiarito che si trattava di un accordo 'condizionato' e riferito solo a una parte dei conferimenti", afferma Latte Sano. "Proporre di fissare un prezzo unico regionale e sottoscriverlo solleva peraltro seri dubbi di compatibilità con la normativa antitrust, come più volte chiarito dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. La fissazione di un prezzo uniforme, applicato indistintamente a tutti gli operatori, è considerata una pratica potenzialmente distorsiva della concorrenza, idonea a danneggiare i consumatori, alterare il mercato e favorire l’ingresso di latte estero a prezzi più bassi".
Coldiretti Lazio ha scritto che "nel Lazio il prezzo del latte alla stalla non può fermarsi al riferimento base definito per il Nord Italia, ma deve tenere conto del differenziale territoriale di almeno 2 centesimi al litro. Un valore legato ai maggiori costi di produzione sostenuti dagli allevatori laziali, dovuti ai diversi fattori produttivi, alla logistica, alla stagionalità e alle specificità del mercato regionale. L’eccesso di caldo sta aggravando questa situazione, tanto che in questi giorni, la produzione per capo, è scesa anche di tre litri". Il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri ha sostenuto che "è necessaria una convocazione urgente del tavolo regionale con le principali industrie di settore: Centrale del Latte di Roma e Fattoria Latte Sano, al fine di definire il miglior prezzo possibile per il latte prodotto nella nostra regione, riconoscendo il differenziale Lazio e la dignità del lavoro degli allevatori. Un confronto che dovrà tenere conto del nuovo quadro nazionale e della progressività prevista nei prossimi mesi. Auspichiamo che questa volta Fattoria Latte Sano partecipino al tavolo con proposte realistiche”.
EFA News - European Food Agency