Conai, scatta contributo sulle capsule per caffé
Dal 12 agosto 45 euro a tonnellata, in attuazione del nuovo Reg europeo
La misura italiana fa seguito al nuovo Regolamento europeo PPWR sugli imballaggi in vigore da agosto
Le capsule e cialde per caffè realizzate in bioplastica compostabile saranno sottoposte a un Contributo Ambientale CONAI (CAC) di 45 euro a tonnellata. Lo ha annunciato il CONAI, il Consorzio nazionale imballaggi, ricordando che il nuovo regime partirà dal 12 agosto prossimo. Quel giorno inizierà infatti l’applicazione delle disposizioni contenute nel nuovo Regolamento europeo 2025/40 (il cosiddetto PPWR), che qualificano come imballaggi anche le applicazioni monodose per le bevande. Da quella data tali prodotti rientreranno nel regime della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) e saranno pertanto soggetti al Contributo Ambientale CONAI.
L'introduzione del contributo rappresenta un ulteriore riconoscimento del ruolo che le capsule e cialde compostabili possono svolgere nell'ambito dell'economia circolare, grazie a un modello di gestione del fine vita semplice ed efficace.
"Le capsule in bioplastica compostabile rappresentano una soluzione che coniuga funzionalità e qualità. La possibilità di conferire insieme capsula e caffè esausto nella raccolta dell'organico rende più semplice il fine vita del prodotto e consente di valorizzarne tutte le componenti attraverso il riciclo organico - commenta Carmine Pagnozzi, direttore generale del Consorzio Biorepack - Il contributo ambientale riflette l’efficienza di questo tipo di applicazione, che è un modello coerente con i principi dell'economia circolare e con gli obiettivi europei di riduzione dei rifiuti destinati a discarica o termovalorizzazione”.
Il valore del riciclo organico
Le capsule in bioplastica compostabile consentono di semplificare la gestione del fine vita di questi prodotti e di ridurne i costi, perché contenitore e residuo di caffè vanno conferiti insieme nella raccolta differenziata dell'organico, senza necessità di separare i materiali.
Si tratta di un aspetto particolarmente rilevante se si considera che una capsula pesa mediamente circa 3 grammi, mentre il caffè esausto presente al suo interno arriva a circa 7 grammi. Attraverso il riciclo organico industriale, capsula e caffè vengono valorizzati contemporaneamente, trasformandosi in compost e contribuendo così alla restituzione di sostanza organica ai suoli. Attraverso il corretto conferimento nella raccolta dell'organico questo potenziale può essere pienamente espresso, consentendo di valorizzare la frazione organica con costi di gestione enormemente inferiori.
Oltre ai benefici nella gestione del fine vita, le capsule in bioplastica compostabile garantiscono elevate prestazioni tecniche lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, in termini di conservazione dell'aroma, qualità del prodotto e funzionalità durante l'erogazione del caffè, rispondendo pienamente agli standard richiesti dal mercato.
Un mercato da miliardi di capsule
Il tema assume particolare rilevanza considerando la diffusione delle capsule monodose nelle case degli italiani e nella ristorazione collettiva. Secondo le stime più recenti, ogni anno vengono immesse sul mercato italiano tra 4,5 e 5 miliardi di capsule, pari a circa un terzo dei caffè consumato dalle famiglie. Ciò si traduce in circa 50.000 tonnellate di rifiuto complessivo tra involucro e contenuto.
Numeri che evidenziano l’importanza di una gestione efficace del fine vita di questi imballaggi e il ruolo strategico del riciclo organico nel valorizzarne tutte le componenti. Non a caso, alcuni territori europei stanno introducendo divieti per stimolare l’uso di soluzioni compostabili: è il caso delle Isole Baleari in Spagna, dove l’amministrazione locale ha approvato una norma che impone l’uso di materiali compostabili per le capsule, al fine di ridurre la produzione di rifiuti non riciclabili.
Affinché questo potenziale si traduca in un beneficio concreto è fondamentale il corretto conferimento dopo l'utilizzo. Le capsule certificate in bioplastica compostabile devono essere conferite insieme ai residui di caffè nella raccolta differenziata dell’umido, così da poter essere avviate agli impianti di riciclo organico e trasformarsi in compost.
BIOREPACK, Consorzio nazionale per il riciclo organico degli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile, è un consorzio di diritto privato, senza fini di lucro, con statuto approvato con decreto del ministero della Transizione ecologica di concerto con il ministro dello Sviluppo economico, con la finalità di garantire lo sviluppo della raccolta differenziata e del riciclo organico delle bioplastiche assieme alla frazione organica dei rifiuti. È costituito da oltre 200 imprese, attive nella produzione di materie prime, trasformazione e utilizzo industriale degli imballaggi in bioplastica compostabile certificata UNI EN 13432, nonché del loro riciclo organico.
EFA News - European Food Agency