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CLARA MOSCHINI

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Acqua potabile: piu controlli fino al rubinetto

Le nuove regole europee e italiane rafforzano il monitoraggio contro batteri come la legionella

In Italia si registrano 3,4 casi ogni 100.000 abitanti di Legionella: il Paese è tra i più colpiti in Europa e, insieme a Francia, Germania e Spagna, rappresenta circa il 71% dei casi notificati. L’acqua che arriva nelle nostre case è sempre più al centro di controlli e verifiche. Le nuove regole europee e italiane sulla qualità dell’acqua potabile rafforzano il sistema di monitoraggio lungo tutto il percorso idrico, dalla rete di distribuzione fino al rubinetto, con un’attenzione crescente alla prevenzione e alla sicurezza quotidiana.

Con il D.Lgs. 102/2025, che recepisce la Direttiva europea sull’acqua potabile, entrano inoltre in vigore nuovi obblighi operativi: limiti più stringenti per i PFAS, monitoraggio del TFA (acido trifluoroacetico), tra i contaminanti emergenti, e un approccio più strutturato alla prevenzione della Legionella attraverso la valutazione e il controllo degli impianti idrici.

Uno dei temi più delicati riguarda la prevenzione dei rischi microbiologici, in particolare la Legionella, un batterio che può causare infezioni respiratorie anche gravi. Secondo l’ultimo report del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), l’Italia registra il più alto tasso di casi notificati in Europa, con 3,4 casi ogni 100.000 abitanti. Insieme a Francia, Germania e Spagna, rappresenta circa il 71% dei casi segnalati a livello europeo. Le infezioni sono spesso associate ad ambienti domestici e agli impianti idrici degli edifici, come rubinetti, docce e tubature.

Il batterio è presente naturalmente negli ambienti acquatici, ma può proliferare negli impianti idrici artificiali in presenza di ristagni o temperature favorevoli. Per questo l’attenzione si concentra soprattutto sugli edifici complessi come ospedali, scuole e strutture ricettive, dove il controllo degli impianti è più critico.

Accanto alla Legionella, cresce la sorveglianza su parametri chimici già noti e su nuove sostanze presenti nell’ambiente. Tra queste, i PFAS sono sempre più al centro dell’attenzione scientifica e normativa, insieme ad altri contaminanti emergenti. L’obiettivo è rafforzare la tutela della salute pubblica alla luce delle nuove conoscenze sugli effetti che alcune sostanze possono avere sulla qualità dell’acqua.

Un altro elemento importante riguarda gli impianti interni degli edifici: tubazioni, materiali e condizioni di utilizzo possono influenzare la qualità dell’acqua che arriva effettivamente al rubinetto, rendendo necessario un controllo che non si fermi alla rete di distribuzione.

In questo nuovo contesto, i laboratori diventeranno quindi partner strategici per le aziende, che non potranno più limitarsi a leggere un referto, ma dovranno mappare ogni potenziale pericolo della propria rete. TÜV Italia, per esempio, opera attraverso laboratori accreditati che svolgono attività di analisi e monitoraggio della qualità dell’acqua lungo tutta la filiera, a supporto di enti, gestori e strutture pubbliche e private Secondo gli esperti del settore, questo cambiamento segna un’evoluzione importante: non basta più controllare l’acqua alla fonte, ma è necessario seguirla lungo tutto il suo percorso per garantire sicurezza e qualità fino al consumatore finale.

Gli esperti ricordano che una delle misure più semplici ed efficaci per prevenire la Legionella è far scorrere l’acqua per alcuni minuti quando rubinetti e docce non vengono utilizzati da tempo, soprattutto dopo lunghi periodi di assenza o nelle seconde case rimaste chiuse. Particolare attenzione va riservata ai punti in cui l’acqua viene nebulizzata, come soffioni della doccia, rompigetto e rubinetti, che possono trattenere residui e biofilm. Anche la manutenzione periodica degli impianti domestici gioca un ruolo decisivo: la rimozione del calcare, la pulizia dei terminali e la sostituzione degli elementi usurati contribuiscono a ridurre le condizioni favorevoli alla crescita del batterio.

TUV SÜD

Fondato nel 1866 come associazione di controllo delle caldaie a vapore, il Gruppo TÜV SÜD è cresciuto diventando un'impresa globale. Opera con oltre 30.000 dipendenti presenti in oltre 1.000 sedi in tutto il mondo allo scopo di migliorare costantemente tecnologia, sistemi e competenze. TÜV Italia, sede italiana del gruppo TÜV SÜD, è presente in Italia dal 1987 e offre servizi certificativi in ambito qualità, energia, ambiente, sicurezza e prodotto: ha una struttura di oltre 700 dipendenti e 400 collaboratori, con diversi uffici operativi sul territorio nazionale, a cui si affiancano i Laboratori TÜV Italia, Bytest a Volpiano (TO) e i Laboratori pH a Barberino Tavarnelle (FI), acquisiti rispettivamente nel gennaio 2012 e nel gennaio 2013. A ottobre 2024 è stato acquisito anche il laboratorio Eurotest di Brugine (PD). TÜV Italia dal 2025 fa parte del Network di Fondazione Libellula, la rete di aziende impegnate per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere attraverso una cultura inclusiva.

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