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CLARA MOSCHINI

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Il clima estremo mette a dura prova agricoltura e pesca

Legacoop Agroalimentare ha mappato le zone italiane più colpite

  • Un'estate segnata da temperature record, da una siccità che non allenta la presa e, in parallelo, da fenomeni temporaleschi improvvisi e violenti. È la fotografia che arriva dalle cooperative associate a Legacoop Agroalimentare nei diversi territori italiani, dove il cambiamento climatico si conferma la principale emergenza strutturale per l'agricoltura, l'agroindustria e la pesca del Paese. 

"Quello che ci arriva dai territori spiega Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare WWWW è un quadro che non lascia più spazio a dubbi: siccità, caldo estremo e fenomeni meteorologici improvvisi e violenti si stanno sommando, colpendo insieme agricoltura, pesca e acquacoltura, da nord a sud del Paese. Serve un impegno pubblico deciso su invasi e infrastrutture irrigue, servono modelli di valutazione degli stock ittici che tengano conto delle variabili climatiche, e serve affrontare con urgenza il nodo delle assicurazioni agricole: oggi solo una minima parte delle coltivazioni italiane è coperta da polizze contro gli eventi estremi, e questo lascia troppe imprese sole di fronte ai danni". 

Vediamole piû da vicino queste situazioni diverse che raccontano la stessa emergenza climatica raccontate da Lgecoop.

Pesca, ittico nuovo parametro clinatico

Per Legacoop Agroalimentare è ormai indispensabile integrare stabilmente nelle attività di assessment le variabili ambientali (temperatura delle acque, acidificazione, variazioni di salinità, disponibilità trofica e mutamenti degli habitat) per garantire una gestione realmente sostenibile delle risorse alieutiche.

Una conferma arriva dalla Sardegna, dove nello stagno di S'Ena Arrubia, ad Arborea (Or), è in corso una moria di pesci i cui danni sono ancora in fase di quantificazione. Una prima segnalazione inviata alla Regione stima il danno in circa 150mila euro, ma la stagione produttiva dell'impianto è considerata compromessa. Per contenere l'emergenza è stato necessario aprire la peschiera e favorire il ricambio delle acque con quelle del mare, con la conseguenza che ai pesci morti si sono aggiunti quelli fuoriusciti verso il mare aperto. 

Emilia-Romagna: colture ferme, costi alle stelle

Nel Ravennate le cooperative segnalano un quadro di forte stress idrico dopo l'eccezionale ondata di calore che ha investito l'Europa. I costi di irrigazione sono aumentati fino al 30% e cresce la preoccupazione per i livelli del fiume Po, da cui dipende gran parte del sistema irriguo del territorio. Le colture, pur irrigate, faticano a svilupparsi: per le pesche si stimano riduzioni produttive fino al 30%, mentre soffrono anche pomodoro, mais, soia, sorgo e barbabietola da zucchero. 

Per quanto riguarda la frutta, le alte temperature avranno un impatto sulla quantità prodotta: ad oggi, per le produzioni fino al 15 di agosto, si prevede una riduzione di peso del 10% e un impatto sui calibri e quindi sulle dimensioni dei frutti. 

Piemonte: il maltempo colpisce l'Alessandrino

Nel fine settimana un'ondata di maltempo si è abbattuta su alcune cittadine dell'Alessandrino, danneggiando in modo severo le colture di diverse aziende agricole del territorio. 

Sicilia: agricoltori in agitazione a Naro

Nel territorio di Naro (Agrigento) i produttori sono in stato di agitazione per gli effetti della crisi idrica e dei cambiamenti climatici sull'agricoltura siciliana. La prossima settimana sono attese temperature oltre i 40 gradi, che rischiano di condizionare l'intera stagione produttiva. Le riserve destinate all'uso irriguo sono tornate su valori più favorevoli, riducendo il rischio di razionamenti generalizzati nella stagione estiva: il miglioramento, perô, non ha risolto le criticità strutturali del sistema idrico regionale. 

Veneto: cuneo salino e grandine mettono a rischio le coltivazioni

Il settore vitivinicolo e olivicolo non segnala, al momento, particolari criticità legate alla siccità. Diverso il quadro per l'ortofrutticolo, soprattutto nel Veronese, dove sono in difficoltà la raccolta del pisello e della soia destinata al mercato delle bevande vegetali: il fagiolo borlotto è in fase di semina e i suoi esiti sono ancora da verificare. 

Per il pomodoro la situazione varia molto da zona a zona: dove non si sono verificate grandinate le colture procedono bene, mentre in alcune aree la grandine ha causato perdite del raccolto fino all'80%. 

Sul fronte cerealicolo, il primo mais seminato ha beneficiato delle piogge e si presenta in buone condizioni, ma cresce la preoccupazione per le semine in corso, penalizzate sia dalla siccità sia dalla scarsità d'acqua. 

Una criticità particolare riguarda il cosiddetto cuneo salino: la risalita di acqua salata nei principali fiumi veneti (Po, Piave, Brenta, Adige e Sile) sta compromettendo le possibilità di irrigazione in questo periodo. I consorzi di bonifica sono fortemente impegnati per contenere il fenomeno, ma la disponibilità d'acqua resta scarsa. 

Fc - 61757

EFA News - European Food Agency
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