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CLARA MOSCHINI

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Riso/3. Al tavolo Masaf non... ride nessuno

Le proposte di Confagricoltura e Legacoop Agroalim. per contrastare la crisi del settore

Le proposte di Confagricoltura per il comparto riso sono state presentate stamani dal presidente Massimiliano Giansanti al Tavolo del riso convocato al Masaf per affrontare la grave situazione del comparto dovuta al moltiplicarsi delle difficoltà del mercato, alle massicce importazioni da Paesi extra UE e, da qualche mese, anche alla grave siccità che sta decimando le produzioni.

Per affrontare la crisi Confagricoltura propone più controlli sulle importazioni extra UE in modo da evitare, come sta accadendo per altri settori, l’arrivo di merci senza i requisiti necessari per la vendita in Europa, ma anche contratti che valorizzino la filiera 100% italiana e la programmazione delle semine. 

Un’altra proposta di Confagricoltura riguarda la costituzione del Consorzio del Riso Aromatico italiano e la gestione dello stoccaggio con l’attivazione di strumenti finanziari per favorire la liquidità delle aziende agricole valorizzando le merci in magazzino, come capita per altri comparti.

Giansanti ha, inoltre, ricordato la necessità di migliorare l’etichettatura obbligatoria di origine sulle confezioni di riso, ma anche la promozione, nell’ambito della PAC, di pratiche che favoriscano un utilizzo razionale della risorsa idrica in risaia. Le condizioni climatiche estreme stanno, infatti, caratterizzando l'attuale stagione estiva e potrebbero avere ripercussioni significative sulle rese produttive, finanche con la rinuncia alla raccolta per alcune aree particolarmente colpite e con scarsa disponibilità idrica.

Al Tavolo del riso era presente anche Legacoop Agroalimentare che ha partecipato con il referente del settore risicolo Andrea Baltera Bocchione e Gabriel Cecchini, responsabile settore cerealicolo. Legacoop mette al punto uno delle priorità "investire sulla rete irrigua, potenziare i contratti di filiera e pretendere reciprocità nelle regole della concorrenza internazionale". 

"Registriamo un lieve incremento degli areali a livello nazionale, pur con andamenti differenziati tra i diversi territori - ha dichiarato Baltera Bocchione - Questa evoluzione rende ancora più evidente la necessità di investire sulla rete irrigua, che risulta oggi sottodimensionata rispetto alle esigenze produttive. Allo stesso tempo è necessario rafforzare gli strumenti di integrazione della filiera, a partire dai contratti di coltivazione, che consentono una più stabile valorizzazione dei benefici economici condiviso tra i diversi soggetti coinvolti". In questo contesto, Legacoop Agroalimentare evidenzia come la disponibilità e la gestione della risorsa idrica rappresentino una delle principali condizioni per garantire il comparto: per questo risultano necessari investimenti mirati e programmati sulla rete irrigua, al fine di adeguarla alle esigenze produttive attuali e future della risicoltura italiana. 

Inoltre, per Legacoop Agroalimentare è importante estendere l'utilizzo dei contratti di filiera anche al settore risicolo, dove tale strumento non ha ancora raggiunto una diffusione paragonabile a quella di altre filiere agricole. Tali contratti, sottolinea Legacoop, rappresentano la reale alternativa alle Borse Merci nella determinazione dei valori e dei prezzi, e si pongono in piena coerenza con lo spirito della cooperazione, essendo orientati all'integrazione della filiera, al collegamento organico tra la fase produttiva e le successive fasi di trasformazione e commercializzazione, e all'equa ripartizione del valore generato lungo la filiera stessa. 

Legacoop Agroalimentare esprime apprezzamento per l'impegno del ministero nella promozione e nella divulgazione all'estero del riso italiano e delle sue specificità qualitative: valutata positivamente, dunque, l’iniziativa del nuovo Festival Internazionale del Riso Risò di Vercelli che avrà la sua seconda edizione (11-13 settembre), importante occasione di promozione internazionale del comparto.

L'organizzazione ha, inoltre, condiviso l'impegno volto a rafforzare la valorizzazione commerciale del prodotto attraverso strumenti di etichettatura e certificazione capaci di distinguere chiaramente il riso la cui intera filiera, dalla produzione alla lavorazione fino al confezionamento, si svolga in Italia, rendendo immediatamente riconoscibile l'origine nazionale e il valore aggiunto del sistema produttivo italiano. 

Secondo l'organizzazione all'attività di promozione e valorizzazione deve accompagnarsi un rafforzamento degli strumenti di tutela del prodotto nazionale rispetto alle importazioni. In questa prospettiva, l'organizzazione ritiene opportuno valutare a livello europeo strumenti in grado di assicurare condizioni di concorrenza coerenti con tali principi, salvaguardando così filiera risicola nazionale.

Fc - 62184

EFA News - European Food Agency
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