Food for Innocenzi/2. C'è chi vuole vederci chiaro
Paganini di Competere: chi chiede trasparenza agli altri deve essere disposto a praticarla per primo
"Le notizie emerse sui finanziamenti legati alla realizzazione di Food for Profit sollevano interrogativi che meritano risposte chiare. Non spetta a noi stabilire se vi sia stato un conflitto di interessi, ma questa vicenda ricorda un principio fondamentale: chi chiede trasparenza agli altri deve essere disposto a praticarla per primo". Lo dichiara all'agenzia 9Colonne Pietro Paganini, presidente di Competere, commentando quanto riportato oggi dalla stampa sul documentario Food for Profit. Paganini è analista e divulgatore economico e (geo)politico fondatore e presidente di Competere - Policies for sustainable development, piattaforma che produce analisi e ricerche per innovare i processi produttivi e migliorare la qualità della vita e dell’ambiente in cui viviamo.
"Difendere il giornalismo d'inchiesta - sottolinea Paganini - significa difenderne il metodo: indipendenza, verifica delle fonti, pluralità delle evidenze e trasparenza sugli interessi in campo. Non esistono guardiani del tempio della verità, né qualcuno può attribuirsi il diritto di decidere preventivamente chi rappresenti il bene e chi il male".
"Lo abbiamo visto con l'olio di palma e lo vediamo oggi con gli alimenti ultra- processati, il Nutri-Score e gli allevamenti - aggiunge Paganini - troppo spesso questioni scientifiche complesse vengono trasformate in battaglie morali, individuando un nemico e sacrificando la complessità alla ricerca di visibilità, protagonismo e profitto".
"Criticare le imprese quando i fatti lo giustificano è necessario - prosegue Paganini - Demonizzare interi settori è un'altra cosa. Dietro quelle imprese ci sono lavoratori, agricoltori, allevatori, ricercatori e imprenditori che investono in sicurezza, innovazione, benessere animale e sostenibilità e che non possono essere messi sul banco degli imputati per appartenenza a una categoria".
"La regola - conclude Paganini - eve essere la stessa per tutti: imprese, politica, giornalisti, ONG e attivisti. È anche la regola del metodo scientifico: dubbio, evidenze, confronto e possibilità di confutazione. Più giornalismo d'inchiesta, più trasparenza e più scienza. Meno tribunali morali. Perché la trasparenza, se è un valore, deve valere per tutti".
EFA News - European Food Agency