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CLARA MOSCHINI

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Pernod zavorra Campari

La conclusione dell'esercizio 2026 del brand francese, con ricavi e utili in calo


Il mondo degli spirit è in allarme dopo i conti dell'esercizio 2026 chiuso al 30 giugno divulgati dal colosso francese Pernod Ricard. Il titolo in Borsa, a Parigi, è crollato ieri del 4,6% (dopo aver perso anche oltre il 7% in seduta) e oggi resta in territorio negativo con un -1,8%). La brutta performance dei francesi ha zavorrato anche l'italiana Campari che ieri ha lasciato sul terreno a Piazza Affari l'1.8% e oggi continua a fluttuare in rosso anche se vicina alla parità.

Questo perché, come dicevamo, Pernod Ricard ha archiviato il 2026, chiuso lo scorso 30 giugno, con vendite nette per 9,4 miliardi di euro, in calo del 3,9% a livello organico, contro il -3,7% previsto dagli analisti: vendite giù di un più pesante 14,2% in termini reported. La brutta performance è dovuta principalmente all’effetto negativo dei cambi (del dollaro americano, della rupia indiana e della lira turca) e alla cessione di diversi brand a portafoglio.

L'utile delle attività ricorrenti per l'esercizio 2026 è stato pari a 2,43 miliardi di euro, registrando un calo organico del 5,2% e una flessione del 17,9% su base reported. Il global Travel Retail è risultato in calo del 3%, dopo la risoluzione della sospensione del Cognac in Cina, forti attività di promozione del brand in tutta l'Asia e flussi di viaggiatori dinamici in Europa e nelle Americhe. Il dato non è del tutto negativo considerando che le vendite del quarto trimestre sono state influenzate dal conflitto in Medio Oriente, tanto che la società prevede un impatto negativo anche sui risultati del primo trimestre dell'esercizio 2027

Pernod Ricard evidenzia uno slancio in miglioramento nel secondo semestre, con la crescita delle vendite organiche passata dal -5,9% del primo semestre al -1,3% del secondo. Nell'eserciio 2026 mostra una "solida tenuta del margine operativo organico" grazie all'accelerazione del programma di efficienza operativa da 1 miliardo di euro: metà dell'obiettivo è stato raggiunto nell'esercizio 2026, mentre il completamento dell'intero piano è ora previsto per l'esercizio 2028. 

I costi di struttura sono in calo dell'8% (-4% nell'esercizio 2025) e il free cash flow è in crescita del 6%, con una generazione di cassa rafforzata e un netto miglioramento della conversione della cassa (+17 punti percentuali, portandola al 91%). Il dividendo proposto è pari a 4,7 euro per azione, invariato rispetto all'esercizio 2025, con la possibilità per gli azionisti di ricevere la quota a saldo di 2,35 euro in contanti oppure in azioni.

"L'esercizio - sottolinea la società nella nota ufficiale - è stato caratterizzato da uno scenario contrastato: persistente debolezza negli USA (accentuata da adeguamenti delle scorte) e domanda debole in Cina, a fronte però di trend in miglioramento e crescita nel resto del mondo (ROW), sebbene quest'area abbia risentito del conflitto in Medio Oriente nel quarto trimestre".

Per quanto riguarda l’esercizio in corso, cioè l'eseecizio 3027, il player francese, che a inizio anno aveva condotto trattative di fusione con Brown Forman, produttore di Jack Daniel's, poi naufragate a maggio scorso (leggi notizia EFA News) attende "vendite nette organiche sostanzialmente stabili in un contesto caratterizzato da dinamiche contrastanti e incerte". Previsti "cali negli Stati Uniti e in Cina, influenzati dagli adeguamenti delle scorte a partire dal primo trimestre, pur prevedendo un miglioramento dei trend di fondo in Cina". Previsto anche "un continuo slancio positivo nel 'resto del mondo', con una crescita sostenuta che prosegue in particolare in India". Come sottolinea l'azienda "Gli investimenti in A&P (pubblicità e promozione) in rapporto alle vendite nette si manterranno intorno al 16%".

"Difenderemo con decisione - prosegue la nota - il margine operativo organico, grazie a un rigoroso controllo dei costi e all'accelerazione dell'attuazione delle nostre iniziative di efficienza operativa, continuando al contempo a investire nella trasformazione digitale. Prevediamo investimenti strategici per circa 700 milioni di euro e una gestione solida del capitale circolante operativo, con un tasso di conversione della cassa atteso ancora intorno al 90%".

Nel periodo FY27-FY29, il gruppo ha rivisto al ribasso le proprie stime di crescita: dal +3%/+6% delle vendite nette organiche ora “considerando l’attuale debolezza del mercato statunitense” la società prevede di collocarsi, in media, “vicino all’estremo inferiore” dello stesso range.

Fc - 62630

EFA News - European Food Agency
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