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CLARA MOSCHINI

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Zootecnia in difficoltà tra aumento costi e stagnazione prezzi

Battista (Copagri): "Incrementi fino al 15% a causa di tensioni internazionali e siccità"

“Nonostante l’impegno dell’esecutivo e il grande senso di responsabilità degli allevatori nell’aderire all’accordo sul prezzo del latte, rinnovato lo scorso giugno e in vigore fino alla fine dell’anno, permane la situazione di forte difficoltà della zootecnia nazionale, stretta nella morsa tra la sostanziale stagnazione dei prezzi e il continuo e sensibile aumento del costo dei fattori produttivi”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Tommaso Battista, dando conto di quanto emerso durante una recente riunione della Consulta del comparto lattiero-caseario della Confederazione.

“I referenti regionali Copagri per il comparto lattiero-caseario continuano a segnalare significativi incrementi per gli input produttivi, cresciuti fino a raggiungere punte del 15% e spiegabili in larga parte con il drammatico protrarsi delle tensioni internazionali, che incidono direttamente sui prezzi dell’energia, ma anche con la grande siccità che ha colpito il Paese nelle ultime settimane, la quale ha contribuito a gonfiare i prezzi dei mangimi, fieno e mais su tutti”, spiega il presidente della Confederazione. “Come se non bastassero questi elementi", continua Battista, "sulle difficoltà del comparto zootecnico pesa, inoltre, la situazione legata ai limiti produttivi della scorsa annata, oltre i quali il latte viene pagato a cifre ben inferiori ai costi di produzione, con punte negative che arrivano addirittura a 20-25 centesimi al litro”.

“Il latte è un alimento naturale, completo e fondamentale nell’alimentazione umana e nella dieta mediterranea, ricco di nutrienti essenziali come calcio, proteine di alto valore biologico e vitamine”, ricorda Battista, ad avviso del quale “in un contesto in cui abbondano le informazioni parziali, bisogna rimettere al centro la grande qualità e salubrità del latte italiano, favorendone la conoscenza e il consumo e continuando a puntare sulla promozione e sull’informazione al consumatore, come sta giustamente facendo il Masaf”.

“Sotto altro profilo", conclude il presidente, "una nota positiva sembrerebbe arrivare dal versante comunitario, dove secondo recenti stime dovrebbe verificarsi un significativo calo della produzione lattiero-casearia in diversi paesi, fra cui la Francia, alle prese con le ricadute della siccità e con problematiche in larga parte comuni agli allevatori italiani; tale situazione, certamente non positiva, dovrebbe però contribuire ad alleggerire i mercati, da tempo bloccati a causa della sovrapproduzione lattiera dei paesi del Nord”.

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EFA News - European Food Agency
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