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CLARA MOSCHINI

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L'Ue vuole "agganciare" il Canada, Trump non ci sta

Il presidente Usa minaccia ritorsioni dopo la proposta di una possibile associazione

Ci risiamo, ancora una volta. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di imporre dazi all'Ue o, addirittura, di interrompere completamente gli scambi commerciali se l'Unione dovesse andare avanti con il piano di rendere il Canada il suo primo "membro associato". La notizia del possibuile "aggancio" canadese gira da ieri, da quando la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha proposto che il Canada diventi il primo membro associato dell'Unione Europea, creando una nuova alleanza transatlantica. L'invito è stato lanciato durante il discorso sullo stato dell'Unione a Strasburgo (Francia), alla presenza del primo ministro canadese Mark Carney.

Il timing della proposta ha scatenato oggi le ire di Trump che manovra da tempo  per smantellare l'alleanza precedente con il Canada. Riferito all'Ue il tycoon ha detto: "se riterrò che si tratti anche solo in minima parte di un atto ostile, imporrò dazi molto pesanti o interromperò gli scambi commerciali con l'Europa su molti prodotti", ha detto Trump definendo la proposta "ridicola" e definendo il Canada "un pessimo partner commerciale"

"Se lo faranno - ha aggiunto Trump davanti ai giornalisti - se l'Europa lo farà con cattive intenzioni, se invece le intenzioni sono buone, va bene. Se sono cattive, imporrà dazi molto pesanti all'Europa".

Insomma, non piace per nulla al presidente Usa l'idea che il Canada diventi il primo membro associato del blocco a 27: una sopresa, quella indicata da von der Leyen che ha sorpreso anche i leader europei che non erano stati consultati sulla proposta. Attualmente, lo status di membro associato non esiste come categoria formale nei trattati dell'UE..

Nel suo discorso annuale sullo stato dell'Unione a Strasburgo, von der Leyen ha affermato che il blocco intende portare le relazioni con il Canada "al massimo livello possibile". Il primo ministro canadese Mark Carney, presente al discorso, ha espresso in passato l'interesse del Canada a perseguire un'"alleanza unica in ambito economico e di sicurezza" con l'Europa, senza però puntare a un'adesione a pieno titolo. Von der Leyen ha inoltre discusso di una più stretta cooperazione con il Canada nei settori manifatturiero, tecnologico, della difesa e dell'energia, citando l'Artico come un "progetto congiunto di punta".

"In questo nuovo mondo, dobbiamo ripensare con urgenza i nostri partenariati e costruire coalizioni globali a tutela della nostra resilienza e delle nostre democrazie - ha affermato von der Leyen - Vorrei lavorare con voi per aprire la strada affinché il Canada diventi il primo membro associato dell'Unione Europea".

Creando uno status su misura per il Canada, l'UE invia un segnale forte come blocco commerciale: dimostra di poter espandersi oltre i propri confini e di sapersi reinventare all'indomani della Brexit, che le ha fatto perdere una potenza economica di primo piano. Cosa ciò comporti concretamente è un altro discorso, dato che i negoziati richiederanno probabilmente anni: l'adesione a pieno titolo all'UE comporta un lungo processo di ingresso e conferisce diritti, come l'accesso al mercato unico, oltre a imporre obblighi finanziari, fiscali e giuridici. Non esistono precedenti di "associazione" e, all'inizio dell'anno, le proposte di offrire un'adesione "light" all'Ucraina avevano incontrato la forte opposizione di molti Stati membri. Alcuni Paesi, come Islanda, Norvegia, Liechtenstein e Svizzera, intrattengono tuttavia accordi speciali con il blocco su temi quali la libera circolazione di merci e persone. Due settimane fa, l'Islanda ha rifiutato di riaprire i negoziati con l'UE per un'adesione a pieno titolo.

Un buon passaporto per questa iniziativa europea arriva proprio da Carney che, a inizio 2026, aveva avvertito che "l'ordine internazionale basato su regole" era ormai morto, esortando ripetutamente le cosiddette "potenze medie" a unirsi per contrastare le tattiche di pressione e le intimidazioni delle economie dominanti a livello mondiale. Il governo di Carney, scosso economicamente da una guerra commerciale con gli Stati Uniti, ha fatto del rafforzamento del partenariato con l'UE e con altri partner una priorità assoluta. Il Canada punta a completare la ratifica del CETA (Accordo economico e commerciale globale UE-Canada), un'intesa negoziata dieci anni fa ma non ancora formalmente approvata da dieci paesi europei, secondo fonti informate sui negoziati.

Tra le questioni ancora aperte con il blocco europeo figurano anche la risoluzione delle divergenze relative al meccanismo UE di tariffazione del carbonio sulle merci importate e alle norme in materia di deforestazione e pesticidi.

I funzionari dell'UE vedono la possibilità di instaurare con il Canada un rapporto più stretto rispetto a quello con il Regno Unito: l'UE considera il Canada un esempio di successo nell'attuazione di una cosiddetta agenda di sovranità in ambito economico e di difesa: un approccio che potrebbe ispirare l'iniziativa del blocco volta a ridurre la dipendenza dall'estero. Inoltre, il Canada non si porta dietro il fardello della Brexit che grava su Londra.

"Stiamo già valutando come incrementare gli scambi commerciali, cosa fare in termini di ricerca e innovazione, come cooperare maggiormente nel settore della difesa e come sostenerci a vicenda in tutti i negoziati multilaterali, inclusi quelli in sede WTO e altre trattative commerciali", ha dichiarato ai giornalisti a Strasburgo il commissario UE Maros Sefcovic ieri dopo il discorso della presidente von der Leyen. Sefcovic ha annunciato che avrebbe incontrato il suo omologo canadese, il ministro delle Finanze François-Philippe Champagne.

Si prevede che Canada e UE compiano progressi in vista del vertice di Montreal previsto per ottobre, occasione in cui potrebbero firmare un accordo sul commercio digitale attualmente in fase di elaborazione; è quanto riferito dalle fonti, che hanno parlato a condizione di anonimato.



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