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CLARA MOSCHINI

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Operazione anti-caporalato nel tarantino

Arresti domiciliari per 6 persone: il sistema consentiva di reclutare lavoratori stranieri

C'è anche un ex carabiniere coinvolto nell'operazione "Terra di Confine", condotta dai carabinieri di Taranto contro un presunto sistema di intermediazione illecita e sfruttamento della manodopera agricola. Come risultato delle indagini, 6 persone sono state sottoposte agli arresti domiciliari in esecuzione di un'ordinanza del gip del Tribunale di Taranto, su richiesta della Procura.    

L'indagine si è sviluppata tra il territorio di Ginosa, nel Tarantino, e diverse aree agricole del materano. Secondo la ricostruzione investigativa, il sistema avrebbe consentito di reclutare soprattutto lavoratori stranieri, organizzarne il trasferimento e metterli a disposizione delle aziende agricole. Complessivamente sono 19 gli indagati, tra datori di lavoro, intermediari e soggetti ritenuti, secondo l'impostazione accusatoria, vicini al ruolo di 'caporali'. 

L'ex carabiniere oggi in congedo avrebbe intrattenuto rapporti con uno dei principali indagati e, in alcune occasioni, gli avrebbe fornito informazioni relative a controlli o attività d'interesse. 

L'inchiesta è partita nel luglio 2023 dopo l'individuazione di numerosi braccianti raccolti in punti prestabiliti e trasportati verso i campi. Per ricostruire gli spostamenti sono stati utilizzati pedinamenti, intercettazioni, droni e analisi dei tracciati satellitari dei mezzi.

"L’operazione coordinata dalla Procura di Taranto - sottolinea il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone - è un ulteriore segno della costante attenzione e dell'impegno concreto nel contrasto al fenomeno del caporalato e dello sfruttamento della manodopera. Il mio ringraziamento va alla Procura, unitamente ai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Taranto e ai militari dei Nuclei Ispettorato del Lavoro di Taranto e Matera che hanno contribuito con professionalità e competenza all'inchiesta". 

"Quanto emerso - prosegue il ministro - restituisce un quadro particolarmente grave, caratterizzato da un sistema organizzato che avrebbe sfruttato condizioni di fragilità e bisogno di lavoratori stranieri, negando diritti, dignità e condizioni di vita adeguate. La legalità e la dignità del lavoro non sono negoziabili. Anche grazie alla sempre più stretta collaborazione con l'Ispettorato Nazionale del Lavoro, proseguiremo con determinazione nell'azione di contrasto a chi sfrutta i lavoratori e altera le regole del mercato, tutelando al tempo stesso le imprese sane che operano nel rispetto delle norme e della concorrenza leale".

Fc - 63113

EFA News - European Food Agency
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