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CLARA MOSCHINI

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Frozen Bakery: una leva strategica per i bar

Il Fuori Casa continua a crescere a valore ma i consumi si distribuiscono sempre più nella giornata

Nel bar italiano non basta più avere un'offerta di qualità. Oggi la vera sfida è riuscire a renderla disponibile nel momento giusto, nelle quantità corrette e limitando gli sprechi. In un mercato caratterizzato da consumi sempre più selettivi e da occasioni di consumo che evolvono a velocità differenti, la capacità di programmare l'offerta e adattarla ai flussi reali della domanda sta diventando un fattore competitivo determinante.

I numeri dell'ultimo Away From Home Consumer Tracking di TradeLab fotografano un mercato che continua a mostrare segnali di tenuta.

A maggio 2026 il fuori casa ha generato quasi 646 milioni di visite e oltre 6,7 miliardi di euro di consumi, registrando una crescita del +2,9% a valore rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Dietro la stabilità complessiva si nascondono però dinamiche molto differenziate tra le diverse occasioni di consumo.

Crescono la pausa mattina (+4,4%), il pranzo (+5,0%), la pausa pomeriggio (+2,7%) e la cena (+2,4%), mentre arretrano colazione (-4,4%), aperitivo e dopocena. Si tratta di una frammentazione che impatta direttamente sull'organizzazione dei locali.

Per gli operatori diventa infatti sempre più importante riuscire a presidiare le fasce orarie a maggiore affluenza senza sovradimensionare l'offerta nei momenti di minore domanda. Una necessità che riguarda in particolare il canale bar, che continua a rappresentare il principale luogo di consumo del fuori casa italiano, con 366 milioni di visite e il 57% delle occasioni complessive rilevate.

È in questo contesto che il frozen bakery assume un ruolo sempre più strategico. Non più soltanto una soluzione operativa o logistica, ma uno strumento di gestione capace di supportare i punti vendita nella costruzione di un’offerta più flessibile, continuativa ed efficiente.La diffusione del frozen bakery nel bar italiano è ormai una realtà consolidata.

Secondo TradeLab, tra i bar che propongono almeno una tipologia di brioche, cornetto o prodotto da colazione, il 61% utilizza prodotti surgelati. La quota sale al 76% per i croissant tradizionali, all'86% per quelli vegani e al 79% per pastefrolle e tortine. Un fenomeno che riflette una trasformazione più ampia del settore.

La crescente diffusione di queste soluzioni non è infatti legata soltanto a esigenze di praticità, ma alla possibilità di rispondere in modo più efficace alle richieste del mercato. Dalle evidenze raccolte emerge come i prodotti bakery surgelati siano sempre più apprezzati perché consentono di garantire continuità di servizio, ridurre il rischio di restare senza prodotto nei momenti di picco e gestire con maggiore precisione le quantità attraverso una produzione più aderente alla domanda effettiva.

Per Vandemoortele, gruppo europeo di spicco nel frozen bakery, la questione non riguarda più semplicemente la disponibilità di prodotto, ma la capacità di costruire un'offerta sostenibile dal punto di vista operativo ed economico.

."In un mercato in cui i consumi si distribuiscono in modo sempre più frammentato durante la giornata, il tema non è soltanto intercettare la domanda, ma riuscire a gestirla”, afferma Tatiana Conetti, Marketing Director di Vandemoortele Italia. “Gli operatori hanno bisogno di strumenti che consentano di programmare meglio l'offerta, gestire la proposta con maggiore coerenza e ridurre il rischio di invenduto. Il frozen bakery va letto in questa prospettiva: una leva che aiuta il punto vendita a lavorare con maggiore flessibilità, continuità e controllo”.

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EFA News - European Food Agency
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